Business, SocietàDecember 13, 2009 4:15 pm

Negli ultimi giorni ho letto diversi post entusiastici relativi a Cubovision, un device con il quale Telecom Italia promette di rivoluzionare la fruizione di contenuti multimediali sul TV di casa.

Michele Ficara Manganelli lancia proclami:
Si perderanno presto i contorni di come ci approvvigioniamo di contenuti, sia che avvenga con il Digitale terrestre, sia che avvenga tramite Iptv, sia che preferiamo le Webtv oppure youtube ed anche i propri contenuti familiari in locale.

MaxKava pure:
La piattaforma OTT TV (Over the Top Tv), ovvero fornitura di servizi audio e video via Internet direttamente verso i device dell’utente finale, basa la propria filosofia sul cambio di paradigma per la Tv del futuro: non più - o meglio non solo - broadcasting via etere, via cavo e via satellite ma palinsesti personalizzati via Internet su qualsiasi device connesso, ovunque e in qualsiasi momento.

meno trionfalistico e più stringato Stefano Quintarelli:
Cubovision Telecom Italia: STB OTT con 0,5TB HDD ._

Posto che questo device rivoluzionarlo bisognerà vederlo e soprattutto utilizzarlo per esprimere un giudizio, a me non finisce:
- si parla di "decoder unico" ma non viene mai citata la TV SAT (che in Italia vuol dire SKY…)
- si parla di contenuti ma non si dice chi saranno i provider (io per le partite di calcio voglio Caressa-Bergomi…)
- soprattutto non si dice fino in fondo quale sarà il ruolo di Telecom Italia, e questo è il punto che mi piace meno.

Telecom Italia potenzialmente potrebbe fornire la connettività, il device e anche i contenuti, sia come fornitore di "prima mano" attraverso Telecom Italia Media sia come reseller dei contenuti di altri fornitori (come per esempio SKY), sta di fatto che per un utente come me, mi prendo per esempio, con un contratto telefonico con Infostrada e un abbonamento alla TV SAT di SKY lo scatolino di T.I. non sembra aver molto senso, anche perchè permettere di vedere gli contenuti video sulla TV di casa non mi sembra un grande modello di business (e comunque ci sono già i device come Apple TV e gli hard disk multimediali).

E quindi? E quindi quando Cubovision non sarà solo una landing pafge e soprattutto non sarà solo riservato alla ristretta elite dei "digerati" italiani, vedremo se si tratterà dell’ennesima rivoluzione mancata (come la B.B.B. o Alice HomeTV) oppure se si tratterà davvero di qualcosa di modificare, in meglio magari, la vita di noi utenti.

Personali, DesignOctober 7, 2009 9:19 am

Non il mio ma quello del codice a barre, Google lo celebra dedicandogli il "doodle" odierno.

 

Tra l’altro questo umile segno grafico ne compie 61… e se in tutto questo periodo di tempo è ancora lì a fare bella mostra su tutti i prodotti, sulle etichette degli spedizionieri, etc. vuol proprio dire che si tratta di un esempio di design perfetto…

Web 2.0, SocietàSeptember 17, 2009 12:15 am

Recentemente L’Espresso ha espresso (cosa poteva fare se no???) qualche dubbio sull’operato del Ministro Brunetta.

Questi fedele alla sua crociata contro i fannulloni, ha deciso di non starsene con le mani in mano, per cui ha pubblicato nella home page del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione una serie di contenuti finalizzati a confutare le tesi de L’Espresso.

Immediata la reazione de L’Espresso, che rinfaccia al ministro di "occupare un sito del governo italiano - pagato da tutti i contribuenti - per attaccare L’espresso parlando di "bluff" in relazione all’inchiesta pubblicata sull’ultimo numero del nostro settimanale".

Ma la cosa più divertente è che la stessa accusa gli viene mossa attraverso il forum del sito del Ministero, fino a indurre il portavoce del Ministro (perchè non il ministro?) a una precisazione su perchè è stata scelta questa strada che si conclude con "Trasparenza, trasparenza, trasparenza"…

Web 2.0, MarketingSeptember 15, 2009 11:26 pm

Di Doritos ne avevo già parlato più di 2 anni fa: questa marca di patatine aveva chiesto ai propri consumatori (o comunque ad un pubblico di "prosumer") di creare un commercial che sarebbe stato trasmesso durante il Super Bowl.

Adesso Doritos raddoppia, anzi triplica, l’iniziativa "Crash the Super Bowl", infatti i commercial user generated trasmessi saranno 3, ma oltre alla gloria per i creativi ci potrebbero essere sontuosi premi: se un film raggiungerà il primo posto del Super Bowl Ad Meter riceverà $1mln, se raggiungerà il secondo o il terzo rispettivamente $600K e $400K; se invece i 3 film saranno ai primi 3 posti, ciascuno riceverà un bonus aggiuntivo di $1mln.

Questo sistema di rewarding è molto interessante perchè di fatto pone a tutti gli effetti la creatività UG nella stessa lega della creatività "ufficiale", ovvero quella generata dalle agenzie creative.

Non a caso Doritos per lanciare la propria iniziativa ha ottenuto dalla municipalità di NYC di ribattezzare per un giorno Madison Avenue, la strada delle agenzie di pubblicità, in Doritos Drove…

Non sono sicuro che i creativi newyorkesi quel giovedì abbiano gradito i Doritos come snack durante l’happy-hour…

 

Personali, Business, MarketingMay 5, 2009 11:39 pm

Apertura: di cosa parliamo oggi?
Parliamo di video online e di come i brand possono (= devono) rapportarsi a questo nuovo (?) mezzo che unisce i tratti di un mezzo consolidato come la TV con quelli di un mezzo "nuovo" (???) come internet e in particolare con quelli "nuovissimi" (?????) del web2.0:
- UGC
- social networks
- web/online applications/platforms

Un po’ di numeri (se no che presentazione è?)
Hulu Shakes Up the Online Video Scene: "Overall, the average US online video viewer watched 327 minutes of video in March, nearly 5.5 hours."
Hulu Continues Ascent in U.S. Online Video Market, Breaking Into Top 3 Properties by Videos Viewed for First Time in March: "U.S. Internet users viewed 14.5 billion online videos during the month, representing an increase of 11 percent versus February"

Ma più che i numeri importa capire cosa sta accadendo e soprattutto cosa accadrà
Peering into 2009: 10 Predictions for Online Video
Europe Logs On: Microsoft Study

In realtà volevo parlarvi delle opportunità media offerte dall’online video…
…ma poi mi sembrava più divertente e interessante parlare di creatività comunque le specifiche IAB per i diversi formati sono in questo PDF.

Ma "lo spot TV da 30 secondi pianificato nel prime time" è morto o no?
No, non è morto ma non è più la soluzione "assoluta" a tutti i problemi di comunicazione, e come ha detto il CMO di Kimberly-Clark questo determina un ripensamento del classico rapporto cliente-agenzia:
"The current agency model, producing marketing programs built around 30-second television ads, is no longer relevant for today’s business environment," said Tony Palmer, Chief Marketing Officer for Kimberly-Clark.  "It is incumbent on clients to take an active role in reshaping the model.  This move is a key step in K-C’s commitment to this agenda."
comunicato stampa

E quindi cosa serve?
Un’idea che sia memorabile e che "si guadagni" spazio media
come per esempio il gorilla di Cadbury
oltre le views: le hacks
ma come diceva De Andrè… attenti al gorilla!!!

Senza la strategia la viralità è nulla
Online Video: Viral Isn’t Everything

Qualche spunto per la creatività

1) Sii creativo, ma là fuori c’è qualcuno creativo (almeno) quanto te
Dove Evolution
Dove Evolution Parody

2) Se ti provocano non tirarti indietro
Tiger Woods PGA Tour 08 Jesus Shot
Tiger Woods 09 - Walk on Water

3) Non inventare ciò che c’è già e soprattutto: "fish where the fish are"
YT Channel EA Sports

4) Fai parlare le persone (se ti senti confidente)
MyCadillacStory
sito
YT Channel
Jeep
sito
YT Channel

5) Stimola l’interazione (almeno il clic…)
Proviamo a vedere se MSNVideo, oppure Repubblica.it, oppure Corrriere.it hanno qualche pre-roll cliccabile…

6) Sky is the limit (non quella "Sky"… o forse si!)
In the Motherhood

Guardiamo in casa nostra (Barilla…)

Un’altra meravigliosa pubblicità della Barilla… (tetus1992)
Barilla132

Kakà palleggia con due palloni! Incredibile!!

Kakà palleggia con 2 palloni: il virale "ufficiale"
Kakà palleggia con 2 palloni: un repost
Kakà palleggia con 2 palloni: debunking
Kakà palleggia con 2 palloni: parodia
Earned media 1: Kakà meglio di Dinho, palleggia con due palloni
Earned media 2: Kaka palleggia con 2 palloni, Pellegatti gode

parodia Barilla

Chiusura: chi di voi vincerà?
voi che siete giovani provateci

Volevate un PowerPoint?
vi consiglio questo


Grazie ancora per la pazienza…

Web 2.0, Experience, Marketing, SocietàDecember 2, 2008 4:08 pm

Ammetto di essermi avvicinato a FB con un po’ di perplessità e che tutt’ora non sono certo un advanced user, ma al tempo stesso è evidente la capacità di coinvolgimento di questo strumento (che tra l’altro mi ha permesso di rientrare in contatto con un amico di infanzia).

Adesso su Repubblica.it leggo un articolo su Facebook Connect, ovvero un sistema di "passport" che consentirà non solo di entrare con le credenziali di FB su diversi altri social network, ma soprattutto di "importarvi" automaticamente la rete di relazioni intessuta su FB.

Al di là delle ragioni di questa mossa (secondo l’articolista sarebbe la ricerca di nuove fonti di introito), la cosa a mio avviso interessante è che sta succedendo per i social network quello che è successo per i blog: ad una fruizione "puntuale" (vado su un blog, leggo e commento, oppure vado sul mio blog, scrivo e rispondo ai commenti di altri) se ne è aggiunta, ma meglio dire sostituita, una più "liquida", dove la lettura, la scrittura e l’interazione avviene mendiante l’interfaccia neutra dell’aggregatore di feed RSS (che ormai è riduttivo chiamare così).

Anche per i social network io penso ad un futuro liquido, di interoperabilità tra piattaforme più o meno deidcate (es., Flickr per le foto) fruite non attraverso l’interfaccia proprietaria mostrata in un browser, ma mediante applicazioni desktop che organizzano tutte le informazioni in ingresso (feed RSS, feed Twitter, aggiornamenti di status su FB, etc.) e in uscita (nuovi post, nuove foto uploadate, commenti, etc.). Chiaramente questa apps saranno fruibili su tutti i device inclusi telefono mobile e soprattutto TV e piattaforma di gaming (la killer app dei SN è la chat in tempo reale con gli amici mentre tutti si vede lo stesso spettacolo).

E in tutto questo la pubblicità? Sarà il vero elemento di decisione, perchè si aprono scenari clamorosi, per esempio la pubblicità potrebbe essere servita dall’applicazione, o addirittura - e sta qui la parte più disruptive - dall’hardware (nel caso per esempio della TV un chip con accesso a internet potrebbe servire la pubblicità sulla base del profilo dell’utente e del contenuto).

Marketing 9:56 am

Bellissimo (come sempre) post di Mauro Lupi sul suo blog dal titolo "Internet complessa è meglio".

Anch’io sono un fautore della complessità (che è cosa ben diversa dalla complicazione) che ormai in tutti i campi è una tendenza legata alle sempre maggiori potenzialità ed opzioni offerte dal progresso tecnologico (basti pensare al telefono fisso con la rotella di qualche decina di anni fa, rispetto ad uno smartphone di oggi).

Venendo ad internet la tendenza alla complessità è "embedded" nel mezzo: sia dal punto di vista della fruizione (basti pensare alla vastità dell’offerta e ovviamente alla possibilità di essere anche autori oltre che puri fruitori), che da quello della pubblicità che offre una molteplicità di opportunità per chi investe.

Comunque per quanto riguarda la pubblicità, la tendenza alla complessità riguarda anche gli altri mezzi: sia per l’evoluzione dell’offerta (la stessa TV generalista non offre più solo il 30") sia e soprattutto per l’evoluzione dei modelli di fruizione (utenti più "distratti", esposti ad un numero di stimoli molto alto, etc.).

Come dice Mauro, questa maggiore complessità deve essere affrontata come un’opportunità a patto di saperla affrontare con gli strumenti e le competenze giuste, perchè maggiore complessità = maggiori opportunità anche di fare stupidate…

Sono convinto che la digitalizzazione di alcuni mezzi tradizionali come TV e radio portarà anche su queste piattaforma l’adozione di un modello di erogazione di contenuti e pubblicità "disaccoppiato", cioè la pubblicità viaggerà separatamente dal contenuto e verrà accoppiata a questo "on the fly", esattamente come avviene con i banner e le adwords sulle pagine di un sito, e quindi anche su questi mezzi avremo metriche come CPM o CPC (favorito in questo dalla disponibilità di un canale di ritorno) e sistemi di erogazione più o meno contestuali (rispetto al contenuto) e/o profilati (rispetto all’utente).

Quindi, chi aiuterà i "poveri" uomini (e donne) di marketing ad affrontare questa complessità?

Secondo me in questo momento il pallino l’hanno i centri media che sempre di più dovrebbero configurarsi come "registi" della strategia di contatto tra marca e consumatore (potenziale o già acquisito) andando ad individuare i diversi touch-points e definendo per ciascuno di essi la giusta modalità di interazione.

Su questo piano si andrà poi ad innestare il lavoro delle agenzie creative (proabiblmente più di una fino a quando le "grandi agenzie" continueranno a pensare solo in termini di 30") e in particolare il lavoro diretto con gli editori in quanto sempre di più in diversi ambiti la pubblcità assumerà le forme di contenuto di approfondimento o di intrattenimento rispetto al messaggio (e qui si entra sul tema del "Content Marketing" così caro al "solito" Mauro…).

Web 2.0, Inutili, SocietàNovember 13, 2008 2:59 pm

Post volante per segnalare un "Uberdashboard" che tiene sotto controllo in tempo reale metriche fondamentali quali il numero di Post-it prodotti…

PersonaliSeptember 7, 2008 9:47 am

Vengo a sapere da dot-coma che il 7 settembre 1998 Larry page e Sergey Brin fondarono Google. Non lo sapevo, ma penso di essere scusato: quel giorno è nato mio figlio Pietro che oggi compie quindi 10 anni!

Auguri Pietro (e auguri Google).

Web 2.0, MarketingAugust 21, 2008 10:46 pm

Levinator 25, un utente di un gioco EA Sports (Tiger Woods PGA 08), pubblica su YouTube un video che a suo modo di vedere testimonia di un bug (o meglio di un glitch…) del gioco in questione: in pratica il mitico Tiger è in grado di camminare sull’acqua e da questa posizione mettere in buca (Levinator 25 definisce il tiro come un "Jesus shoty"…).

E come risponde a questa "accusa" EA Sports? nel modo migliore, ovvero pubblicando su YT un video in risposta a quello di Levinator 25 dove si vede Tiger Woods fare realmente il "Jesus shot"!

Ottima dimostrazione di impiego dei social media da parte di EA Sports, che oltre a rispondere alle "accuse" di un utente ribalta la situazione a proprio favore!

Personali, InutiliAugust 19, 2008 4:12 pm

E già, se c’è una cosa sulla quale si può contare (per definizione…) è proprio la matematica, ma non sembra pensarla così il carrello del sito lafeltrinelli.it:

Peccato che procedendo al checkout l’errore viene corretto!

Comunque a parte questa inspiegabile distrazione, il sito mi piace molto e soprattutto ho trovato di primissimo ordine il servizio: i libri del mio primo acquisto (una decina di libri "scorta vacanze") sono arrivati dopo un giorno e mezzo perfettamente imballati.

Personali, InutiliJuly 17, 2008 6:12 pm

In UK cercano un Digital Senior Account Director e al di là di job description, stipendio, etc. quello che mi attrae e "il copy" dell’annuncio:

Single minded, irritable, unreceptive to criticism or the ideas of others?  I know I am at six in the morning, but it usually wears off.  Some people retain that attitude all day.  If that’s you, I suggest setting up your own company selling soundproof cells or some such device for the anti-social, but leave my client alone.  Such vitriol against life’s introverts is merely a warning that joining this company will provide you with a family to rival your relatives.

Però forse non ho bisogno di un’altra famiglia in rivalità con la mia… ma di più tempo da passare con quest’ultima (tra l’altro aiuterebbe anche a scrivere qualche post in più)!!!

 

Inutili, SocietàJune 12, 2008 9:06 am

…di renna perisce!
O comunque viene preso per  i fondelli:
Pizza alla renna, Berlusconi ‘testimonial’. [Corriere.it]
Altre spiagge altro mare quest’anno si può cambiare: la Finlandia, per dire. [Kelablu]

Personali, MarketingMay 28, 2008 5:54 pm

La stimatissima Mandarina Duck mi ha inviato una DeM con la quale mi comunica che mi ha riservato un buono sconto da €5 su ogni acquisto effettuato "in data 28 e 29 maggio compresi".

Nulla da dire: la DeM è ben fatta (anche se ricevuta sulla vecchia web-mail di libero non si vede bene), i 5 euri di sconto non sono granchè (considerando che una cartella per PC costa mediamente sui 150) ma meglio di niente.
Quello che non capisco è che speranze di successo può avere una finestra promozionale così breve, in particolare che probabilità ci sono che la DeM raggiunga una persona che si trova nel ciclo di acquisto di un prodotto come valigie, cartella, etc.
Non voglio infatti pensare che il marketing MD abbia davvero ipotizzato che uno sconto di 5 euro su un prezzo di oltre 150 possa far scattare l’acquisto d’impulso, per di più di un prodotto che quantomeno a mio avviso ha bisogno di essere visto, toccato, etc..

Infine c’è la chicca del "28 e 29 compresi": vorrei vedere fossero esclusi!!!

del.icio.us 5:33 pm
Personali, Design, InutiliMay 13, 2008 12:51 pm

Federico mi segnala questo edificio commerciale a San Pietroburgo:

 

Personalmente lo trovo geniale! 

 

del.icio.usMay 8, 2008 5:30 pm
del.icio.usMay 5, 2008 5:33 pm
del.icio.usApril 18, 2008 5:33 pm
del.icio.usApril 16, 2008 5:31 pm
del.icio.usApril 11, 2008 5:34 pm
Personali, InutiliApril 1, 2008 11:23 am

E’ l’occasione della vita: far parte del team che con il munifico supporto di Google e Virgin atterrerà e colonizzaerà il pianeta rosso.

Qui tutti i dettagli sulla missione e il questionario per candidarsi, qui invece il post sul blog ufficiale di Google che annuncia l’iniziativa.

Speriamo che mi selezionino, intanto ho già risposto al test (credo sia andato benissimo) e mi accingo a girare il video con il quale far capire al team perchè devono assolutamente selezionarmi.

MarketingMarch 27, 2008 3:03 pm

Credo che questo sia uno dei più interessanti esempi di ambient advertising (penso si chiami così…):

 

Le buche finte e le scritte in stile gara di ciclismo sono un’idea strepitosa!

[via AdsOfTheWorld]

Marketing, InutiliMarch 25, 2008 7:36 pm

Chi non ha provato da bambino la delusione di vedere che il gelato appena comprato una volta scartato era ben diverso da quello rappresentato sul tabellone?
Dìaltra parte si sa che il marketing ha una certa tendenza alla rappresentazione idealizzata della realtà…

Per dimostrare la distanza tra finzione e realtà, i tedeschi di Pundo3000.com hanno fotografato una serie di prodotti venduti in Germania affiancando la foto della confezione al reale contenuto: il risultato è tremendo…

Ecco 2 tra le peggiori:

 

:-(

Web 2.0, Business, Marketing, Bottom-Up Brand Mgmt 5:34 pm

Su Advertising Age si legge che: "Chrysler Ready to ‘Listen’ on New Site", ovvero che anche la marca automobilistica americana, recentemente separata da Daimler, ha deciso aprirsi al dialogo con chiunque (purchè residente negli USA) per raccogliere "insights for the automaker’s marketing, product development, vehicle features and engineering."

Il sito non è ancora live, ma si legge che è stato realizzato utilizzando la piattaforma di Passenger, società la cui mission è:

Passenger’s vision is to change the way companies collaborate with their customers, stakeholders and peers across social, geographic and organizational boundaries.
We believe that our customers will help shape the future of our business, and welcome the opportunity to show you why the world’s most innovative brands use Passenger to collaborate with their customers.

Tra le cose notevoli presenti sul sito di Passenger vale la pena menzionare il link ad un articolo che il Wall Street Journal dedica al tema della interazione azienda/consumatore: "The New Focus Groups: Online Networks".

del.icio.us 5:17 pm
Personali, Marketing, SocietàMarch 21, 2008 10:38 pm

Continuando a fare un po’ di ricerche con Google ho visto che non sono il solo a ritenere che la campagna abbonamenti di Altroconsumo sia borderline con lo spam, ma c’è anche chi in passato da abbonato si è trovato in una situazione quantomeno spiacevole.

Ma soprattutto mi sono accorto che ci sono un gran numero di post che meravigliano l’offerta di abbonamento + regali di Altroconsumo. Incuriosito sono andato a vedere e mi sono reso conto che quasi sempre si tratta di post molto simili tra loro che contengono un link che rimanda al sito Programmavantaggi.it.
La cosa si spiega molto facilmente: il link è gestito mediante Tradedoubler e quasi sicuramente il referral in caso di abbonamento riceve qualche euro di ricompensa; a fugare ogni dubbio ci pensa un post del blog "Soldi per te" che dichiara che:
Per ogni abbonamento di un nuovo cliente tramite questo banner vi saranno riconosciuti 3,00 € a sessanta giorni. 

Ovviamente tutto questo è perfettamente legale, ma ancora una volta avrei preferito che un’associazione/rivista che ha come obiettivo la tutela del consumatore, utilizzasse una strategia diversa, per esempio partecipare alle discussioni su blog e forum, ovvero guadagnarsi anche in rete una forte autorevolezza e quindi facendo leva su questa, nuovi abbonati.

Personali, Marketing, Società 7:23 pm

Premessa: non conosco a fondo la rivista Altroconsumo avendola sfogliata non più di un paio di volte, immagino sia fatta con grande cura e sia di grande utilità per chi la legge, e che quindi tenga fede al 110% a quanto dichiarato nell’header del loro sito promozionale:

Indipendente. Efficace. Dalla tua parte. Altroconsumo, associazione di consumatori con 300.000 Soci e più di 35 anni di attività ed esperienza, ha un unico obiettivo: promuovere e tutelare gli interessi e i diritti dei consumatori. Attraverso l’informazione, la consulenza e la rappresentanza presso le istituzioni.

Proprio la frase: "promuovere e tutelare gli interessi e i diritti dei consumatori" mi sembra però che sia in forte contrasto con la strada scelta dall’associazione per promuovere l’abbonamento alla rivista (che di fatto comporta l’associazione ad Altroconsumo) che è l’oggetto di questo post.

Oggi (ma mi arriva regolarmente ogni anno) mi è arrivata una pingue busta contenente la solita paccottiglia del direct marketing più becero:
- lettera in Courier (effetto macchina da scrivere) firmata in finto inchiostro dal "Responsabile relazioni con i soci"
- assegni (sic) regalo che mi danno diritto a ricevere alcuni prestigiosi omaggi/vantaggi
- busta preaffrancata con invito a spedire "al più presto per assicurarsi i vantaggi a lei riservati" 

Volendo approfondire ho digitato su Google "altroconsumo" ottenendo oltre ai risultati, un annuncio AdWords che propone:
Altroconsumo - Offerte
www.AltroConsumo.it      Tutela i tuoi interessi. Consulenze e 2 mesi gratis. Iscriviti online!

Cliccando si accede ad una landing page (prego notare il dominio "programmavantaggi.it"…) che sostanzialmente offre le stesse cose, cioè, gli stessi vantaggi proposti dal mailing (tranne lo sconto che nel mailing è l’80%, mentre online è "solo" del 50%).

Gli aspetti di questa promozione che non condivido in assoluto e ancor meno condivido vista la dichiarazione di intenti di Altroconsumo sono, in ordine di priorità:
1) la mancanza di chiarezza sul costo dell’abbonamento;
2) la leva ad abbonarsi non basata sulla qualità del prodotto/servizio ma sull’appeal dei gadget di scarsa qualità;
3) la scarsa attenzione nei confronti delle persone per quanto riguarda il trattamento dei dati personali.

Vediamoli uno per uno:

1) la mancanza di chiarezza sul costo dell’abbonamento è davvero imperdonabile e se sul cartaceo con un po’ di pazienza si riesce a capire che per i primi 12 mesi il costo sarà di € 5,25 per trimestre, anzichè € 26,45, sul web è più complicato, in pratica nella homepage di Programmavantaggi.it non è presente da nessuna parte il costo dell’abbonamento, per saperlo bisogna cliccare un link "Da sapere" che rimanda ad una pagina dove sono presenti 2 tariffe trimestrali di abbonamento.
Innanzitutto perchè mettere la tariffa trimestrale se l’abbonamento è annuale? perchè si può pagare trimestralmente? o forse perchè 12,95 "fa meno paura" di 51,8? (e poi una cosa che non ho capito: perchè se la tariffa piena sarebbe €26,45 con lo sconto 50% diventa €12,95? non sarebbe dovuto essere €13,225?).
E poi che senso hanno le 2 tariffe? da cosa sono determinate (in realtà leggendo attentamente si legge che la più costosa include una ulteriore rivista)? e soprattutto: dove le scelgo?
Quindi indefinitiva sia sulla carta che sul web per capire quanto mi costerà abbonarmi/associarmi è un’impresa, cosa a mio avviso poco adatta ad un’associazione che ha come ragion d’essere quella di aiutare i consumatori a compiere scelte di acquisti e consumo consapevoli.

2) il punto sul fatto di far la leva non sulla qualità del prodotto/servizio ma sull’appeal dei gadget è a mio avviso grave perchè Altroconsumo avrebbe il dovere di mettere in guardia contro questa pratica di invogliare all’acquisto (che quindi non è più consapevole ma forzato) tramite l’offerta di gadget che spesso sono di qualità discutibile.
I gadget che dovrebbero incentivare ad abbonarsi sono 2:
- videocamera digitale
- penna laser USB
Sulla seconda non ho granchè da dire, si tratta di una penna a sfera, dotata di puntatore laser e ben 128 Mb di memoria, molto simile a questa che negli USA viene venduta a $18.49 (cioè meno di €12,00); personalmente non ci vedo una grande utilità e soprattutto oggi come oggi 128 Mb sono davvero miseri…
La videocamera digitale (che nel mailing cartaceo è ovviamente "straordinaria") ha un CCD da 300.000 pixel (ovvero 0,3 Mpixel), guardando su Monclick.it la video camera più economica è una Mustek da 3,1 Mpixel (cioè 10 volte il numero dei pixel…) che costa €63,91.
Quindi considerando che  Altroconsumo di questi oggetti ne comprerà diverse migliaia presumibilmente direttamente dal produttore o al limite dall’importatore, è lecito supporre che il reale valore dei 2 gadget è di pochi euro,cosa comunque legittima e giustificata dal fatto che tutto sommato l’abbonamento, almeno al primo anno e per chi ha ricevuto il mailing, è di €21,00.
Le domande che mi faccio sono: ma Altroconsumo si sente veramente di raccomandare questi prodotti? se dovesse recensirli, che giudizio ne darebbe?

3) sul fronte del trattamento dei dati personali a mio avviso Altroconsumo mette in atto delle policy non particolarmente favorevoli per le persone sia sul carteceo che online.
Innanzitutto vorrei sapere in base a quele permission Altroconsuo mi abbia inviato la busta, io sono certo di non avergli mai conferito nè i miei dati nè tantomeno l’autorizzazione a inviarmi alcunchè, quindi si tratta di "spam";
La cosa più fastidiosa però è che, sia online che nel cartaceo, nella "Garanzia di riservatezza" si legge:

Se tu acconsenti, i dati potranno inoltre essere utilizzati da Altroconsumo Nuove Edizioni srl e dall’associazione Altroconsumo per proporti altre pubblicazioni o servizi rivolti ai consumatori. Se non sei interessato a queste iniziative, ti preghiamo di barrare l’apposita casella sul modulo di adesione.

L’espressione del consenso a questo ulteriore trattamento dovrebbe comportare un atto da parte dell’utente e non viceversa essere necessario compiere un atto per non consentire.
Se questa cosa può essere fastidiosa quando viene commessa da un’azienda, lo è ancora di più quando viene commessa da un’associazione che ha come missione la tutela del consumatore.

Ci sarebbe una quarta cosa migliorabile: il mancato inserimento della partita IVA nella homepage del sito, come invece stabilisce la risoluzione n. 60 del 16/05/06 dell’Agenzia delle Entrate [download PDF].

Quindi, non solo non mi abbonerò/associerò ad Altroconsumo, ma questo approccio cheap e dal mio punto di vista poco serio e ai limiti dell’offensivo (la mia reazione è stata "ma non penserete mica che mi abboni per avere una telecamera da 0.3 Mpixel, vero?") mi hanno lasciato una pessima percezione di Altroconsumo, e personalmente non sono disposto a ricevere consigli e in alcuni casi addirittura farmi rappresentare da chi mi approccia in questo modo.

Peccato, perchè io mi ritengo un "consumatore critico" e quindi potenzialmente interessato ad Altroconsumo, però per guadagnarsi il mio interesse prima e la mia adesione dopo ci sarebbe voluto un sobrio pacchetto contenente:
- 1 numero della rivista;
- una dettagliata descrizione dell’associazione, della rivista e dei servizi offerti;
- una chiara descrizione delle condizioni di abbonamento promozionali;
- una password temporanea per accedere ai contenuti del sito riservati agli iscritti/abbonati;
- una dichiarazione sul fatto che questo sarà l’unico contatto a meno di mia esplicita richiesta.

Così non solo avrei percepito meno l’invasione del mailing non richiesto ma avrei potuto anche apprezzare i contenuti (che mgari ci sono anche, ma a questo punto credo non lo saprò mai), e magari mi sarei anche abbonato.

p.s.
guardando il sito di Altroconsumo per scrivere questo post, ho visto che grazie ad una loro segnalazione il garante "ha deciso di aprire un procedimento per pubblicità ingannevole nei confronti di Nabaztag/tag, lo stravagante coniglio Wi-fi".
Cari signori di Atroconsumo, di questi tempi per un consumatore sapere che un’associazione di tutela dei consumatori ha deciso di occuparsi dello "stravagante coniglio Wi-fi" equivale al consiglio di mangiare le brioche che Maria Antonietta diede a chi lamentava la mancanza del pane…

del.icio.us 5:20 pm
Experience, Marketing 12:33 pm

Ancora oggi stimate agenzie propongono ai loro clienti di fare un advergame tipo "memory": l’utente dovrebbe divertisrsi a scoprire e abbinare le coppie uguali (solitamente prodotti dell’azienda) per ottenere l’immagine finale (per esempio il logo dell’azienda)…

Fortunatamente c’è anche chi si spinge oltre, molto oltre, come per esempio Coca-Cola che per la sua Coke Zero ha pensao in grande stile con "The Cok Zero Game": nei panni del protagonista e aiutato da un’avvenente bionda bisogna raggiungere uno stadio per assistere all’evento dalla Coke Zero Lounge.
La cosa che colpisce è la qualità della progettazione e soprattutto della realizzazione. non tanto per le attività in seè che non sono particolarmente complesse, ma per il fatto che viene fatto largo impiego di video, chiaramente girato ad hoc per questo progetto (che quindi avrà vuto un costo di realizzazione quanto meno paragonabile a quello di un classico 30").

E’ un segnale di come ci siano aziende che hanno capito che, come le nozze, anche internet non si fa con i fichi secchi…

Web 2.0, Business, Marketing, Bottom-Up Brand MgmtMarch 20, 2008 10:32 pm

E allora vieni e parliamone!

E’ questo quello che devono aver pensato Dell e Starbucks quando hanno lanciato rispettivamente "Dellstorm" e "MyStarbucksIdea".
Si tratta di 2 iniziative piuttosto simili con le quali Dell e Starbucks vogliono chiedere ai propri principali stakeholder, ovvero i loro consumatori, come migliorerebbero i prodotti e l’esperienza complessiva.

Nel caso di Dell si capisce che la maggior parte dei partecipanti è gente che di computer ne capisce… molto chiedono che sui PC non siano installate applicazioni di crapware e/o trialware, altri che ci sia l’opzione per avere Ubuntu pre-installato, etc.; in quello di Starbucks molto commenti invece riguardano aspetti quali la possibilità di avere una "carta fedeltà" evoluta che permetta ai regular users di ordinare senza problemi la loro bevanda preferita in tutto il mondo, di saltare la coda, etc.

In entrambi i casi quello che si realizza è un diverso rapporto tra azienda/marca e persone/consumatori, dove i primi riconoscono ai secondi il "diritto" a proporre idee sulla base di una "competenza" acquisita acquistando e utilizzando i prodotti e i servizi offerti.

Non conosco esempi italiani di collaborazione così esplicita e soprattutto paritetica, e per quella che è la mia esperienza personale ho paura che passerà ancora un po’ di tempo prima di vedere qualcosa del genere qui da noi.

[via Web Strategy by Jeremiah]

del.icio.us 5:18 pm
Marketing, InutiliMarch 17, 2008 10:54 pm

Mi sono registrato al sito della nuova Alfa Romeo Mi.To e quando ho cliccato sul link contneuto nella mail di conferma mi è apparso questo messaggio:

 

Penso che sia il più bel messaggio di errore mai letto… 

Personali, Inutili 10:00 pm

vergogna è ciò che provo pensando a quanto poco ho scritto sul blog in quest’ultimo tempo.
Le scuse non mancano: il lavoro, la famiglia, il tennis (forse sarebbe meglio postare…), etc., però ce n’è una che vale davvero ed è stupendamente rappresentata da questo post: "Question your work".

Questa tabella andrebbe imparata a memoria e spuntata ogni giorno:

del.icio.usMarch 5, 2008 5:18 pm
del.icio.usMarch 1, 2008 5:20 pm
del.icio.usFebruary 25, 2008 5:22 pm
del.icio.usFebruary 15, 2008 5:17 pm
del.icio.usFebruary 12, 2008 5:17 pm
del.icio.usFebruary 11, 2008 5:17 pm
Design, MarketingFebruary 9, 2008 12:17 pm

La automobili sono da sempre tra gli oggetti più personalizzabili e personalizzati: si va da una qualche leggera modifica
 fino al tuning estremo, ma la frontiera restano le "fuoriserie" ovvero auto derivate da auto di serie ma modificate in modo radicale fino a farne una nuova auto solitamente esemplare unico.

Molto spesso le case automobilistiche non sono contente di queste modifiche radicali e impongono che dall’auto trasformata vengano tolti gli stemmi con il marchio: è il caso di questa (ex)Maserati Quattroporte trasformata da una carrozzeria torinese in "Cinqueporte", ovvero una station wagon:

 

Il risultato non mi pare esaltante, a differenza invece di quanto si legge nell’articolo di Repubblica firmato da Vincenzo Borgomeo che ne sottolinea alcuni contenuti di alto livello:
"plancia rifinita con un blocco di madreperla australiana e bordini d’orati. Un particolare che - da solo - è costato 35 mila euro…"

Più che la madreperla devono essere stati i "bordini d’orati" a costare così tanto…

Marketing, ArteFebruary 5, 2008 6:37 pm

E’ quello che devono aver pensato i creativi di DDB Sidney nel concepire questi poster per un’azienda che produce chewing-gum:

 

In pratica al potenziale "vandalo" viene proposto anzichè di buttare la gomma masticata in terra di contribuire ad un’opera d’arte attaccandola al poster secondo il codice colore.

Un’altra dimostrazione di come per fare una buona attività di comunicazione serva una buona idea e non per forza mezzi stratosferici.

[Via Ibelieveinadv.com]

Design, Marketing, Arte, Inutili 5:18 pm

O forse si tratta di una forma alquanto estrema di personalizzazione?
 

Fatto sta che decorare con il laser delle fette di mortadella (nell’accezione USA di "Bologna") a base di "pork and chicken" con le immagini appunto di un maiale e di un pollo ha un che di dadaista che ne fa un gesto artistico sublime… anche perchè nelle intenzioni dell’artista c’è la volontà di "ricongiungere il prodotto con l’animale dal quale proviene".

A parte le considerazioni di ordine filosofico mi sembra che questa idea si presti ad una serie di applicazione tra cui quella per nulla remota di utilizzare la merce come media per pubblicizzare altra merce, in un processo che potrebbe vedere Baudrillard fare più di una giravolta nel suo sacello.

Che questa ipotesi sia concreat lo dimostrano esperimento come questo, definito "Egg-vertising":

 

Qui siamo ancora un passo indietro in quanto la pubblicità è sul guscio (quindi sul "packaging"), ma il passo alla mortadella (o ai biscotti, pane, etc.) che pubblicizzano altri prodotti è davvero breve.

del.icio.us 5:17 pm
Web 2.0, Business, Marketing 1:28 am

Le "associazioni" di cui al titolo sono quelle che ciascuno di noi tende a fare rispetto alle marche alle quali è più legato o che comunque sono in qualche modo rilevanti.
Questo post di David Armano prende lo spunto da questo fatto per dare una particolare lettura della mossa di Microsoft di voler acquistare Yahoo!.

A me però interessa un altro aspetto, ovvero quello, esemplificato dallo stesso autore, per cui alcune marche tendono a perdere una chiara identificazione, pur restando marche senz’altro molto note.
E’ ciò che è accaduto a Yahoo! ma mi sembra ancora più siginificativo vedere i punti interrogativi rispetto ad una serie di marche "brick & mortar" come Ford e Kodak.

La cosa devastante è il pensiero che queste aziende/marche sono state quelle che hanno "iniziato" l’industria automobilistica e quella delle apparecchiature fotografiche, e quindi per decenni sono state l’associazione elettiva con "automobili" e "foto".
Il punto però è proprio qui: se un tempo l’associazione con "auto" e "foto" era sufficiente, anzi era il desiderata, adesso non è più definente di nulla; questo perchè le persone non hanno più alcun bisaogno di un’auto o di una macchina fotografica, ma di estensioni della propria personalità e delle proprie capacità (in pratica di una "protesi proiettiva" e non "sostitutiva", ma questo è un altro discorso) che li portino a vivere esperienze che vadano oltre al puro valore intrinseco di spostarsi e/o di avere un’immagine.

Al di là di queste considerazioni, credo davvero che per molte marche la partita si giochi proprio sulla pssibilità/capacità di avere una associazione forte, univoca, rilevante e positiva, con un "core value" condiviso con un gruppo di persone.
Anche quest’ultimo è un punto importante: essere fortemente associati ad un valore da "un gruppo di persone" siginifica molto probabilmente essere ignorati o addirittura detestati da altre persone e altri gruppi.
Ma anche questo fa parte del gioco: è finito il tempo dei valori universali (spero che Benedetto XVI legga altri blog…), e soprattutto sul mercato, il tentativo di essere qualcosa per tutti, sempre di più porta al risultato non essere niente per nessuno (il classico "nè carne nè pesce"…).

Aggiungo:
dopo aver postato vado sul sito e-commerce di Mediaworld e vedo che nel catalogo alla voce "Computer" compaiono 4 "categorie":
- Notebook
- Desktop
- Desktop con monitor
- Apple

 

E’ fin troppo facile far notare la distintività di "Apple" (che di fatto costruisce "computer" che ricadono nelle 3 categorie merceologiche di cui sopra) rispetto alle altre marche di computer, ma forse è ancora più impietosa la constatazione che la prima voce di "Audio" è "I nuovi iPod"…