del.icio.usMay 8, 2008 5:30 pm
del.icio.usMay 5, 2008 5:33 pm
del.icio.usApril 18, 2008 5:33 pm
del.icio.usApril 16, 2008 5:31 pm
del.icio.usApril 11, 2008 5:34 pm
Personali, InutiliApril 1, 2008 11:23 am

E’ l’occasione della vita: far parte del team che con il munifico supporto di Google e Virgin atterrerà e colonizzaerà il pianeta rosso.

Qui tutti i dettagli sulla missione e il questionario per candidarsi, qui invece il post sul blog ufficiale di Google che annuncia l’iniziativa.

Speriamo che mi selezionino, intanto ho già risposto al test (credo sia andato benissimo) e mi accingo a girare il video con il quale far capire al team perchè devono assolutamente selezionarmi.

MarketingMarch 27, 2008 3:03 pm

Credo che questo sia uno dei più interessanti esempi di ambient advertising (penso si chiami così…):

 

Le buche finte e le scritte in stile gara di ciclismo sono un’idea strepitosa!

[via AdsOfTheWorld]

Marketing, InutiliMarch 25, 2008 7:36 pm

Chi non ha provato da bambino la delusione di vedere che il gelato appena comprato una volta scartato era ben diverso da quello rappresentato sul tabellone?
Dìaltra parte si sa che il marketing ha una certa tendenza alla rappresentazione idealizzata della realtà…

Per dimostrare la distanza tra finzione e realtà, i tedeschi di Pundo3000.com hanno fotografato una serie di prodotti venduti in Germania affiancando la foto della confezione al reale contenuto: il risultato è tremendo…

Ecco 2 tra le peggiori:

 

:-(

Web 2.0, Business, Marketing, Bottom-Up Brand Mgmt 5:34 pm

Su Advertising Age si legge che: "Chrysler Ready to ‘Listen’ on New Site", ovvero che anche la marca automobilistica americana, recentemente separata da Daimler, ha deciso aprirsi al dialogo con chiunque (purchè residente negli USA) per raccogliere "insights for the automaker’s marketing, product development, vehicle features and engineering."

Il sito non è ancora live, ma si legge che è stato realizzato utilizzando la piattaforma di Passenger, società la cui mission è:

Passenger’s vision is to change the way companies collaborate with their customers, stakeholders and peers across social, geographic and organizational boundaries.
We believe that our customers will help shape the future of our business, and welcome the opportunity to show you why the world’s most innovative brands use Passenger to collaborate with their customers.

Tra le cose notevoli presenti sul sito di Passenger vale la pena menzionare il link ad un articolo che il Wall Street Journal dedica al tema della interazione azienda/consumatore: "The New Focus Groups: Online Networks".

del.icio.us 5:17 pm
Personali, Marketing, SocietàMarch 21, 2008 10:38 pm

Continuando a fare un po’ di ricerche con Google ho visto che non sono il solo a ritenere che la campagna abbonamenti di Altroconsumo sia borderline con lo spam, ma c’è anche chi in passato da abbonato si è trovato in una situazione quantomeno spiacevole.

Ma soprattutto mi sono accorto che ci sono un gran numero di post che meravigliano l’offerta di abbonamento + regali di Altroconsumo. Incuriosito sono andato a vedere e mi sono reso conto che quasi sempre si tratta di post molto simili tra loro che contengono un link che rimanda al sito Programmavantaggi.it.
La cosa si spiega molto facilmente: il link è gestito mediante Tradedoubler e quasi sicuramente il referral in caso di abbonamento riceve qualche euro di ricompensa; a fugare ogni dubbio ci pensa un post del blog "Soldi per te" che dichiara che:
Per ogni abbonamento di un nuovo cliente tramite questo banner vi saranno riconosciuti 3,00 € a sessanta giorni. 

Ovviamente tutto questo è perfettamente legale, ma ancora una volta avrei preferito che un’associazione/rivista che ha come obiettivo la tutela del consumatore, utilizzasse una strategia diversa, per esempio partecipare alle discussioni su blog e forum, ovvero guadagnarsi anche in rete una forte autorevolezza e quindi facendo leva su questa, nuovi abbonati.

Personali, Marketing, Società 7:23 pm

Premessa: non conosco a fondo la rivista Altroconsumo avendola sfogliata non più di un paio di volte, immagino sia fatta con grande cura e sia di grande utilità per chi la legge, e che quindi tenga fede al 110% a quanto dichiarato nell’header del loro sito promozionale:

Indipendente. Efficace. Dalla tua parte. Altroconsumo, associazione di consumatori con 300.000 Soci e più di 35 anni di attività ed esperienza, ha un unico obiettivo: promuovere e tutelare gli interessi e i diritti dei consumatori. Attraverso l’informazione, la consulenza e la rappresentanza presso le istituzioni.

Proprio la frase: "promuovere e tutelare gli interessi e i diritti dei consumatori" mi sembra però che sia in forte contrasto con la strada scelta dall’associazione per promuovere l’abbonamento alla rivista (che di fatto comporta l’associazione ad Altroconsumo) che è l’oggetto di questo post.

Oggi (ma mi arriva regolarmente ogni anno) mi è arrivata una pingue busta contenente la solita paccottiglia del direct marketing più becero:
- lettera in Courier (effetto macchina da scrivere) firmata in finto inchiostro dal "Responsabile relazioni con i soci"
- assegni (sic) regalo che mi danno diritto a ricevere alcuni prestigiosi omaggi/vantaggi
- busta preaffrancata con invito a spedire "al più presto per assicurarsi i vantaggi a lei riservati" 

Volendo approfondire ho digitato su Google "altroconsumo" ottenendo oltre ai risultati, un annuncio AdWords che propone:
Altroconsumo - Offerte
www.AltroConsumo.it      Tutela i tuoi interessi. Consulenze e 2 mesi gratis. Iscriviti online!

Cliccando si accede ad una landing page (prego notare il dominio "programmavantaggi.it"…) che sostanzialmente offre le stesse cose, cioè, gli stessi vantaggi proposti dal mailing (tranne lo sconto che nel mailing è l’80%, mentre online è "solo" del 50%).

Gli aspetti di questa promozione che non condivido in assoluto e ancor meno condivido vista la dichiarazione di intenti di Altroconsumo sono, in ordine di priorità:
1) la mancanza di chiarezza sul costo dell’abbonamento;
2) la leva ad abbonarsi non basata sulla qualità del prodotto/servizio ma sull’appeal dei gadget di scarsa qualità;
3) la scarsa attenzione nei confronti delle persone per quanto riguarda il trattamento dei dati personali.

Vediamoli uno per uno:

1) la mancanza di chiarezza sul costo dell’abbonamento è davvero imperdonabile e se sul cartaceo con un po’ di pazienza si riesce a capire che per i primi 12 mesi il costo sarà di € 5,25 per trimestre, anzichè € 26,45, sul web è più complicato, in pratica nella homepage di Programmavantaggi.it non è presente da nessuna parte il costo dell’abbonamento, per saperlo bisogna cliccare un link "Da sapere" che rimanda ad una pagina dove sono presenti 2 tariffe trimestrali di abbonamento.
Innanzitutto perchè mettere la tariffa trimestrale se l’abbonamento è annuale? perchè si può pagare trimestralmente? o forse perchè 12,95 "fa meno paura" di 51,8? (e poi una cosa che non ho capito: perchè se la tariffa piena sarebbe €26,45 con lo sconto 50% diventa €12,95? non sarebbe dovuto essere €13,225?).
E poi che senso hanno le 2 tariffe? da cosa sono determinate (in realtà leggendo attentamente si legge che la più costosa include una ulteriore rivista)? e soprattutto: dove le scelgo?
Quindi indefinitiva sia sulla carta che sul web per capire quanto mi costerà abbonarmi/associarmi è un’impresa, cosa a mio avviso poco adatta ad un’associazione che ha come ragion d’essere quella di aiutare i consumatori a compiere scelte di acquisti e consumo consapevoli.

2) il punto sul fatto di far la leva non sulla qualità del prodotto/servizio ma sull’appeal dei gadget è a mio avviso grave perchè Altroconsumo avrebbe il dovere di mettere in guardia contro questa pratica di invogliare all’acquisto (che quindi non è più consapevole ma forzato) tramite l’offerta di gadget che spesso sono di qualità discutibile.
I gadget che dovrebbero incentivare ad abbonarsi sono 2:
- videocamera digitale
- penna laser USB
Sulla seconda non ho granchè da dire, si tratta di una penna a sfera, dotata di puntatore laser e ben 128 Mb di memoria, molto simile a questa che negli USA viene venduta a $18.49 (cioè meno di €12,00); personalmente non ci vedo una grande utilità e soprattutto oggi come oggi 128 Mb sono davvero miseri…
La videocamera digitale (che nel mailing cartaceo è ovviamente "straordinaria") ha un CCD da 300.000 pixel (ovvero 0,3 Mpixel), guardando su Monclick.it la video camera più economica è una Mustek da 3,1 Mpixel (cioè 10 volte il numero dei pixel…) che costa €63,91.
Quindi considerando che  Altroconsumo di questi oggetti ne comprerà diverse migliaia presumibilmente direttamente dal produttore o al limite dall’importatore, è lecito supporre che il reale valore dei 2 gadget è di pochi euro,cosa comunque legittima e giustificata dal fatto che tutto sommato l’abbonamento, almeno al primo anno e per chi ha ricevuto il mailing, è di €21,00.
Le domande che mi faccio sono: ma Altroconsumo si sente veramente di raccomandare questi prodotti? se dovesse recensirli, che giudizio ne darebbe?

3) sul fronte del trattamento dei dati personali a mio avviso Altroconsumo mette in atto delle policy non particolarmente favorevoli per le persone sia sul carteceo che online.
Innanzitutto vorrei sapere in base a quele permission Altroconsuo mi abbia inviato la busta, io sono certo di non avergli mai conferito nè i miei dati nè tantomeno l’autorizzazione a inviarmi alcunchè, quindi si tratta di "spam";
La cosa più fastidiosa però è che, sia online che nel cartaceo, nella "Garanzia di riservatezza" si legge:

Se tu acconsenti, i dati potranno inoltre essere utilizzati da Altroconsumo Nuove Edizioni srl e dall’associazione Altroconsumo per proporti altre pubblicazioni o servizi rivolti ai consumatori. Se non sei interessato a queste iniziative, ti preghiamo di barrare l’apposita casella sul modulo di adesione.

L’espressione del consenso a questo ulteriore trattamento dovrebbe comportare un atto da parte dell’utente e non viceversa essere necessario compiere un atto per non consentire.
Se questa cosa può essere fastidiosa quando viene commessa da un’azienda, lo è ancora di più quando viene commessa da un’associazione che ha come missione la tutela del consumatore.

Ci sarebbe una quarta cosa migliorabile: il mancato inserimento della partita IVA nella homepage del sito, come invece stabilisce la risoluzione n. 60 del 16/05/06 dell’Agenzia delle Entrate [download PDF].

Quindi, non solo non mi abbonerò/associerò ad Altroconsumo, ma questo approccio cheap e dal mio punto di vista poco serio e ai limiti dell’offensivo (la mia reazione è stata "ma non penserete mica che mi abboni per avere una telecamera da 0.3 Mpixel, vero?") mi hanno lasciato una pessima percezione di Altroconsumo, e personalmente non sono disposto a ricevere consigli e in alcuni casi addirittura farmi rappresentare da chi mi approccia in questo modo.

Peccato, perchè io mi ritengo un "consumatore critico" e quindi potenzialmente interessato ad Altroconsumo, però per guadagnarsi il mio interesse prima e la mia adesione dopo ci sarebbe voluto un sobrio pacchetto contenente:
- 1 numero della rivista;
- una dettagliata descrizione dell’associazione, della rivista e dei servizi offerti;
- una chiara descrizione delle condizioni di abbonamento promozionali;
- una password temporanea per accedere ai contenuti del sito riservati agli iscritti/abbonati;
- una dichiarazione sul fatto che questo sarà l’unico contatto a meno di mia esplicita richiesta.

Così non solo avrei percepito meno l’invasione del mailing non richiesto ma avrei potuto anche apprezzare i contenuti (che mgari ci sono anche, ma a questo punto credo non lo saprò mai), e magari mi sarei anche abbonato.

p.s.
guardando il sito di Altroconsumo per scrivere questo post, ho visto che grazie ad una loro segnalazione il garante "ha deciso di aprire un procedimento per pubblicità ingannevole nei confronti di Nabaztag/tag, lo stravagante coniglio Wi-fi".
Cari signori di Atroconsumo, di questi tempi per un consumatore sapere che un’associazione di tutela dei consumatori ha deciso di occuparsi dello "stravagante coniglio Wi-fi" equivale al consiglio di mangiare le brioche che Maria Antonietta diede a chi lamentava la mancanza del pane…

del.icio.us 5:20 pm
Experience, Marketing 12:33 pm

Ancora oggi stimate agenzie propongono ai loro clienti di fare un advergame tipo "memory": l’utente dovrebbe divertisrsi a scoprire e abbinare le coppie uguali (solitamente prodotti dell’azienda) per ottenere l’immagine finale (per esempio il logo dell’azienda)…

Fortunatamente c’è anche chi si spinge oltre, molto oltre, come per esempio Coca-Cola che per la sua Coke Zero ha pensao in grande stile con "The Cok Zero Game": nei panni del protagonista e aiutato da un’avvenente bionda bisogna raggiungere uno stadio per assistere all’evento dalla Coke Zero Lounge.
La cosa che colpisce è la qualità della progettazione e soprattutto della realizzazione. non tanto per le attività in seè che non sono particolarmente complesse, ma per il fatto che viene fatto largo impiego di video, chiaramente girato ad hoc per questo progetto (che quindi avrà vuto un costo di realizzazione quanto meno paragonabile a quello di un classico 30").

E’ un segnale di come ci siano aziende che hanno capito che, come le nozze, anche internet non si fa con i fichi secchi…

Web 2.0, Business, Marketing, Bottom-Up Brand MgmtMarch 20, 2008 10:32 pm

E allora vieni e parliamone!

E’ questo quello che devono aver pensato Dell e Starbucks quando hanno lanciato rispettivamente "Dellstorm" e "MyStarbucksIdea".
Si tratta di 2 iniziative piuttosto simili con le quali Dell e Starbucks vogliono chiedere ai propri principali stakeholder, ovvero i loro consumatori, come migliorerebbero i prodotti e l’esperienza complessiva.

Nel caso di Dell si capisce che la maggior parte dei partecipanti è gente che di computer ne capisce… molto chiedono che sui PC non siano installate applicazioni di crapware e/o trialware, altri che ci sia l’opzione per avere Ubuntu pre-installato, etc.; in quello di Starbucks molto commenti invece riguardano aspetti quali la possibilità di avere una "carta fedeltà" evoluta che permetta ai regular users di ordinare senza problemi la loro bevanda preferita in tutto il mondo, di saltare la coda, etc.

In entrambi i casi quello che si realizza è un diverso rapporto tra azienda/marca e persone/consumatori, dove i primi riconoscono ai secondi il "diritto" a proporre idee sulla base di una "competenza" acquisita acquistando e utilizzando i prodotti e i servizi offerti.

Non conosco esempi italiani di collaborazione così esplicita e soprattutto paritetica, e per quella che è la mia esperienza personale ho paura che passerà ancora un po’ di tempo prima di vedere qualcosa del genere qui da noi.

[via Web Strategy by Jeremiah]

del.icio.us 5:18 pm
Marketing, InutiliMarch 17, 2008 10:54 pm

Mi sono registrato al sito della nuova Alfa Romeo Mi.To e quando ho cliccato sul link contneuto nella mail di conferma mi è apparso questo messaggio:

 

Penso che sia il più bel messaggio di errore mai letto… 

Personali, Inutili 10:00 pm

vergogna è ciò che provo pensando a quanto poco ho scritto sul blog in quest’ultimo tempo.
Le scuse non mancano: il lavoro, la famiglia, il tennis (forse sarebbe meglio postare…), etc., però ce n’è una che vale davvero ed è stupendamente rappresentata da questo post: "Question your work".

Questa tabella andrebbe imparata a memoria e spuntata ogni giorno:

del.icio.usMarch 5, 2008 5:18 pm
del.icio.usMarch 1, 2008 5:20 pm
del.icio.usFebruary 25, 2008 5:22 pm
del.icio.usFebruary 15, 2008 5:17 pm
del.icio.usFebruary 12, 2008 5:17 pm
del.icio.usFebruary 11, 2008 5:17 pm
Design, MarketingFebruary 9, 2008 12:17 pm

La automobili sono da sempre tra gli oggetti più personalizzabili e personalizzati: si va da una qualche leggera modifica
 fino al tuning estremo, ma la frontiera restano le "fuoriserie" ovvero auto derivate da auto di serie ma modificate in modo radicale fino a farne una nuova auto solitamente esemplare unico.

Molto spesso le case automobilistiche non sono contente di queste modifiche radicali e impongono che dall’auto trasformata vengano tolti gli stemmi con il marchio: è il caso di questa (ex)Maserati Quattroporte trasformata da una carrozzeria torinese in "Cinqueporte", ovvero una station wagon:

 

Il risultato non mi pare esaltante, a differenza invece di quanto si legge nell’articolo di Repubblica firmato da Vincenzo Borgomeo che ne sottolinea alcuni contenuti di alto livello:
"plancia rifinita con un blocco di madreperla australiana e bordini d’orati. Un particolare che - da solo - è costato 35 mila euro…"

Più che la madreperla devono essere stati i "bordini d’orati" a costare così tanto…

Marketing, ArteFebruary 5, 2008 6:37 pm

E’ quello che devono aver pensato i creativi di DDB Sidney nel concepire questi poster per un’azienda che produce chewing-gum:

 

In pratica al potenziale "vandalo" viene proposto anzichè di buttare la gomma masticata in terra di contribuire ad un’opera d’arte attaccandola al poster secondo il codice colore.

Un’altra dimostrazione di come per fare una buona attività di comunicazione serva una buona idea e non per forza mezzi stratosferici.

[Via Ibelieveinadv.com]

Design, Marketing, Arte, Inutili 5:18 pm

O forse si tratta di una forma alquanto estrema di personalizzazione?
 

Fatto sta che decorare con il laser delle fette di mortadella (nell’accezione USA di "Bologna") a base di "pork and chicken" con le immagini appunto di un maiale e di un pollo ha un che di dadaista che ne fa un gesto artistico sublime… anche perchè nelle intenzioni dell’artista c’è la volontà di "ricongiungere il prodotto con l’animale dal quale proviene".

A parte le considerazioni di ordine filosofico mi sembra che questa idea si presti ad una serie di applicazione tra cui quella per nulla remota di utilizzare la merce come media per pubblicizzare altra merce, in un processo che potrebbe vedere Baudrillard fare più di una giravolta nel suo sacello.

Che questa ipotesi sia concreat lo dimostrano esperimento come questo, definito "Egg-vertising":

 

Qui siamo ancora un passo indietro in quanto la pubblicità è sul guscio (quindi sul "packaging"), ma il passo alla mortadella (o ai biscotti, pane, etc.) che pubblicizzano altri prodotti è davvero breve.

del.icio.us 5:17 pm
Web 2.0, Business, Marketing 1:28 am

Le "associazioni" di cui al titolo sono quelle che ciascuno di noi tende a fare rispetto alle marche alle quali è più legato o che comunque sono in qualche modo rilevanti.
Questo post di David Armano prende lo spunto da questo fatto per dare una particolare lettura della mossa di Microsoft di voler acquistare Yahoo!.

A me però interessa un altro aspetto, ovvero quello, esemplificato dallo stesso autore, per cui alcune marche tendono a perdere una chiara identificazione, pur restando marche senz’altro molto note.
E’ ciò che è accaduto a Yahoo! ma mi sembra ancora più siginificativo vedere i punti interrogativi rispetto ad una serie di marche "brick & mortar" come Ford e Kodak.

La cosa devastante è il pensiero che queste aziende/marche sono state quelle che hanno "iniziato" l’industria automobilistica e quella delle apparecchiature fotografiche, e quindi per decenni sono state l’associazione elettiva con "automobili" e "foto".
Il punto però è proprio qui: se un tempo l’associazione con "auto" e "foto" era sufficiente, anzi era il desiderata, adesso non è più definente di nulla; questo perchè le persone non hanno più alcun bisaogno di un’auto o di una macchina fotografica, ma di estensioni della propria personalità e delle proprie capacità (in pratica di una "protesi proiettiva" e non "sostitutiva", ma questo è un altro discorso) che li portino a vivere esperienze che vadano oltre al puro valore intrinseco di spostarsi e/o di avere un’immagine.

Al di là di queste considerazioni, credo davvero che per molte marche la partita si giochi proprio sulla pssibilità/capacità di avere una associazione forte, univoca, rilevante e positiva, con un "core value" condiviso con un gruppo di persone.
Anche quest’ultimo è un punto importante: essere fortemente associati ad un valore da "un gruppo di persone" siginifica molto probabilmente essere ignorati o addirittura detestati da altre persone e altri gruppi.
Ma anche questo fa parte del gioco: è finito il tempo dei valori universali (spero che Benedetto XVI legga altri blog…), e soprattutto sul mercato, il tentativo di essere qualcosa per tutti, sempre di più porta al risultato non essere niente per nessuno (il classico "nè carne nè pesce"…).

Aggiungo:
dopo aver postato vado sul sito e-commerce di Mediaworld e vedo che nel catalogo alla voce "Computer" compaiono 4 "categorie":
- Notebook
- Desktop
- Desktop con monitor
- Apple

 

E’ fin troppo facile far notare la distintività di "Apple" (che di fatto costruisce "computer" che ricadono nelle 3 categorie merceologiche di cui sopra) rispetto alle altre marche di computer, ma forse è ancora più impietosa la constatazione che la prima voce di "Audio" è "I nuovi iPod"…

del.icio.usFebruary 3, 2008 5:17 pm
del.icio.usJanuary 30, 2008 5:18 pm
del.icio.usJanuary 25, 2008 5:18 pm
Marketing, SocietàJanuary 18, 2008 6:13 pm

Per chi, come me, lavora nel settore CPG, penso siano molto interessanti questi 2 articoli tratti da eMarketer:

Online To Pass TV Ad Spend in UK
Group M, the media planning and buying agency owned by WPP Group, has forecast that spending on Internet advertising in the UK will surpass spending on TV ads in 2009 - making the UK the first of the world’s major economies to see TV spending overtaken by the Internet.

CPG Starts Thinking Outside the Box
Consumers are going online to search for and research CPG products and then discussing them on blogs and social networks.

A mio avviso si tratta di 2 fenomeni correlati che avranno (non possono non averlo) grande impatto sulle aziende CPG tradizionalmente inclini ad usare i mezzi di massa partendo da 2 convinzioni:
- la TV è l’unico mezzo che permette di raggiungere in poco tempo la massima quantità di persone;
- i consumatori su internet cercano informazioni su altre catogorie di prodotti/servizi.

Ovviamente bisogna capire quando questi fenomeni si estenderanno anche all’Italia che effettivamente ha una situazione ben diversa da UK e USA, sia sul piano del predominio della TV sugli altri mezzi sia su quello dell’utilizzo di internet, ma una cosa è sicura: accadrà e quindi meglio utilizzare bene il tempo da qui a quel momento.

del.icio.us 5:20 pm
del.icio.usJanuary 15, 2008 5:18 pm
Personali, Inutili 12:35 pm

Oggi compio 43 anni, il che non è una grande notizia, infatti anche Wikipedia liquida il numero 43 con una descrizione assai tautologica:
43 (forty-three) is the natural number following 42 and preceding 44.

E poi altre minuzie di poco conto se non che "The number 43 has been adopted by the online community as a representation of organization: 43things.com"…

Update:
il 15 gennaio mi sono arrivati diversi auguri "automatici" inviati da siti ai quali mi sono registrato specificando la data di nascita. I più graditi sono ovviamente quelli dell’Inter, anche se con qualche lieve imprecisione:

 

Il webmaster dell’Inter deve essersene "accorto", perchè nella mail compare:
Gli auguri per il tuo compleanno sono inviati automaticamente dal server in base alla data di nascita indicata nell’iscrizione a Inter.it.
Se il calcolo non è esatto, correggi il tuo profilo personale.

Comunque per avere 101 anni li porto veramente bene…

Web 2.0, ExperienceJanuary 8, 2008 7:00 pm

I "musei" sono per luoghi epserienziali per definizione, alcuni più di altri (es., l’Exploratorium di San Francisco), ma in effetti si tratta per lo più di esperienze personali o meglio ancora individuali e spesso destinati più alla conservazione dle sapere che non alla generazione.

Nina Simon invece crede che per i musei sia ora di immaginare una versione "2.0", che proprio come per il web si propone come una radicale trasformazione che li veda passare "from static content authorities to dynamic platforms for content generation and sharing."
Un altro punto molto importante è il fatto che secondo Nina "visitors can become users, and museums central to social interactions."

Per trattare questo tema "ovviamente" Nina ha iniziato un blog chiamato appunto Museum 2.0.

[Via Experientia]

Web 2.0, Marketing 5:06 pm

Dell’editore? Della redazione? O dei suoi lettori?

Leggo su L’Unità online un articolo circa il nuovo corso di Airone, storico mensile ambientalista che da pochi mesi ha cambiato decisamente rotta abbandonando i "classici" temi naturalistici per abbracciare quelli tipici di riviste di divulgazione come Focus.

Il punto non è tanto discutere se questa svolta è giusta/corretta o meno (magari lo farà Luca al quale ho segnalato la cosa), quanto rilevare come questo cambiamento di linea editoriale non sia stato apprezzato dai lettori della rivista, che hanno utilizzato il blog di Cairo Editore (nuovo proprietario della rivista) per esprimere tutto il proprio scontento.

La frase che più ho trovato emblematica è questa: "Vi prego, non rovinate il nostro Airone.": evidentemente un giornale "non è" dell’editore, ma dei suoi lettori, e questa levata di scudi mi ricorda molto la reazione dei consumatori all’introduzione della cosidetta "New Coke".

Proseguendo nella lettura dei commenti al post con il quale il comitato di redazione sancisce l’approvazione della nuova linea editoriale, è interessante leggere le diverse reazioni:
i più pacati invitano l’editore a cambiare nome alla rivista: "Abbiate il pudore di CAMBIARE NOME ALLA RIVISTA: se volete fare qualcosa di diverso, fatelo, ma senza rovinare un nome che mi ha accompagnato dall’infanzia" oppure addirittura di fare una nuova rivista e chiudere Airone: "Chiudete Airone, se volete. Ma fatelo uscire con la dignità che ha mostrato in 26 anni, in modo che guardando alla libreria dove ho tutti i numeri in fila possa pensarci solo con nostalgia e non rabbia."; fino ad arrivare a consigli piuttosto espliciti: "ma perchè per la rivista non usate carta più morbida? Ne farei almeno un "uso" migliore. A buon intenditore, poche parole."…

del.icio.usJanuary 5, 2008 5:17 pm
PersonaliJanuary 3, 2008 12:52 am

I miei lettori sono ben meno dei 25 di manzoni… ma comunque giusto fare a loro a e tutti gli auguri di Buon 2008.

Per quanto mi riguarda il 2007 non è stato affatto male ma è logico voler iniziare l’anno nuovo con degli obiettivi sfidanti (una volta erano i "proponimenti").

La lista du quelli personali è semplicissima:
- dimagrire (e in generale curare un po’ di più la salute);
- migliorare il livello a tennis.
La cosa interessante è che i 2 obiettivi sono in qualche modo legati tra loro: giocare di più a tennis comporterebbe un maggior dispendio energetico… quindi  non mi resta che fissare ogni settimana un’ora di lezione con il maestro e un paio di match con qualche amico/giocatore.

Sul fronte professionale invece sono un po’ più confuso, nel senso che il 2007 per me è stato un anno senz’altro positivo nel quale sono state gettate delle basi di ulteriore miglioramento per il 2008, però soprattutto per la situazione del nostro paese (testimoniata, per esempio, dal rapporto del Censis), mi sento un po’ sfiduciato, sfiducia che aumenta ulteriormente leggendo poi che anche Mauro inizia l’anno con qualche perplessità visto che l’ho sempre considerato un ottimista…

Volendo vedere comunque qualcosa di buono in questo stato d’animo, direi che potrebbe essere alla base del discomfort necessario per mettersi alla ricerca di una "disruption" (e non uso questo termine a caso…), quindi ecco 3 obiettivi meta-professionali per il 2008:

  1. seguire il consiglio di Seth Godin contenuto in questo post;
  2. imparare ad usare bene tutti gli strumenti di social networking (il che vuol dire sia capire meglio come funzionano, sia e soprattutto dedicare in modo sistematico del tempo a coltivare le relazioni);
  3. ripensare il blog in modo radicale e anche in questo caso dedicare in modo sistematico del tempo a postare. 

Alla fine avrei potuto semplicemente linkare questo post, ma avrei sentito i miei obiettivi meno personali…

del.icio.usDecember 23, 2007 5:18 pm
MarketingDecember 20, 2007 10:03 am

Troppo stretti i vincoli creativi delle AdWords di Google?
Perchè non provare a superarli con un po’ di sana vecchia ASCII art?

Ecco come Sixt ha cercato di uscire dalla folla delle inserzioni per la keyword "mietwagen" (auto a noleggio):

 

Pare però che Google abbia già preso contromisure per evitare annunci di questo genere, come si legge nei commenti di Bannerblog.

Questa campagna, curata dall’agenzia Jung von Matt (qui la descrizione della campagna) ha vinto il primo premio per la categoria "Innovative ideas" all’eurobestLive 2007.

Dal sempre raccomandatissimo blog di Organic (ma apriranno mai in Italia?).

Personali, Inutili 9:17 am

…per favore quest’anno portami questo regalo:

 

Ti assicuro che sarò bravo e andrò piano.

grazie
andrea 

p.s.
per favore fammela trovare con il pieno…

Marketing, SocietàDecember 19, 2007 11:09 pm

La pubblicità come strumento per sensibilizzare le persone su temi quali inquinamento, AIDS, etc. è il tema di Sensibilid(AD), blog che raccoglie numerosi esempi di creatività adottate da organizzazioni come WWF, Amnesty e Greenpeace.

Le campagne sui temi sociali sono contesti molto interessanti dal momento che i creativi possono esprimere al massimo il proprio talento senza i condizionamenti e i tabù delle marche, e soprattutto visto che l’obiettivo è il massimo impatto e la massima memorabilità, obiettivo che spesso viene ottenuto mediante l’effetto "pugno nello stomaco", come in questa campagna per il World AIDS Day:

 

A volte l’effetto viene invece ottenuto in modo meno shocking ma comunque sempre impattante, come in questa campagna del WWF contro l’inquinamento dei fiumi:

 

In altri casi invece è l’ironia o l’inusitatezza a cercare di far imprimere il messaggio, come in questa creatività per Greenpeace:

 

(che tra l’altro è perfettamente in sintonia con il nome del mio blog…). 

MarketingDecember 16, 2007 8:41 pm

Un paio di settimane fa avevo scritto di Zooppa e Firebrand, adesso dal blog dell’ADCI vengo a conoscenza di Senzamedia, un sito molto simile a Firebrand, quindi caratterizzato da un database di spot pubblicitari che gli utenti possono votare.

Sinceramente se già Firebrand mi sembrava così "1.0" rispetto a Zooppa, Senzamedia mi sembra ancora meno entusiasmante, anche perchè mi pare che la selezione di spot sia ancora piuttosto limitata, forse l’unico aspetto interessante è la sezione "Mai visti in TV".