Ho assistito agli interventi della mattina della seconda giornata dello IAB Forum 2006 e devo dire che le mie aspettative sono state un po’ deluse.
Ci sono due aree di perplessità: la prima è la sensazione che la crescita del mercato rispetto al 2005 sia più un fatto fisiologico legato a fattori esterni al mercato stesso più che ai reali meriti di chi (come me, anche se dal lato dell’azienda) ci lavora.
La seconda invece al fatto che anzichè parlare di internet advertising e magari in termini concreti, si è sentita tanta sociologia di seconda mano: il consumatore è cambiato, ha più potere etc. Tutte cose giuste, per carità, però ritengo che sia ora di considerarle consolidate e passare alla fase "so what?", che by the way è quella che prevede che i soldi vengano scuciti a fronte di idee concrete e di gente seria che le propone mettendo anche gli attributi sul tavolo, e non solo cercando di fare la figura di quello che, come ha detto Sala, è più avanti e più veloce.
Ci sono comunque anche cose che reputo molto positive: innanzitutto l’organizzazione complessiva davvero all’altezza (unico neo un minimo di sforo sui tempi dei relatori) poi alcuni interventi (in particolare il già citato Maurizio Sala, ADCI e Armando Testa) e soprattutto 2 belle chiacchierate che mi sono fatto con Massimo Colombo, direttore della Business Unit Internet di Manzoni e con il "solito" Mauro Lupi (solito perchè Mauro è una garanzia).
Alle cose positive aggiungo anche naturalmente il complimento più bello del 2006: il "tu sei pazzo" che mi ha detto il prof. de Kerckhove (ci siamo conosciuti qualche mese fa in un workshop presso l’azienda nella quale lavoro).

Conclusioni; ci sarà anche euforia da crescita, ma c’è ancora tanto lavoro da fare, e personalmente ho sempre il dubbio se il gap che ci separa dai mercati più maturi sia davvero legato solo allo strapotere della tv (citato anche oggi) oppure che questo sia tale anche per la debolezza tecnica e culturale di chi avrebbe per kissione quella di abbattere questo status-quo.