Nei blog di chi si occupa di internet marketing è tutto un parlare di "vanghetto", ovvero di ricordare e criticare l’uscita del presidente di UPA, Malgara, alla giornata inaugurale dello IAB Forum; cito come esempi autorevoli il post di Layla Pavone, presidente di IAB Italia, e quello di Luca De Biase, capo-redattore di Nova24.
A mio modo di vedere è un bene che questa cosa sia uscita e mi piacerebbe che diventasse il pretesto per un confronto tra le associazioni (UPA e IAB ma anche Assocomunicazione, ADCI e altre) che cercasse di sgombrare il campo, da una parte e dall’altra, dai pregiudizi e dai falsi miti.
Io non credo che Malgara abbia usato l’espressione come sintomo di "paura del novo", dopo tutto lui rappresenta gli utenti di pubblicità, ovvero la categoria di chi dall’avvento di un nuovo modo di comunicare, più efficace, etc. avrebbero solo da beneficiare.
Credo di più alla battuta sfortunata (magari fatta con intento positivo, a ribadire una prerogativa che la TV non ha) legata forse ad un pizzico di sufficienza verso un’industria che non ha ancora la credibilità che invece ha quella dei media tradizionali, fatta da persone con 20 o 30 anni di carriera. Certo che la battuta stride molto con quanto sentito pochi giorni fa proprio in casa di UPA: in quell’occasione quasi tutti gli interventi sono sembrati di buon spessore e non ho ravvisato "paura" nei confronti del nuovo nè improprietà nell’affrontarlo, anche per questo propendo per la battuta infelice (che comunque mi ha lasciato parecchio basito).
Per la cronaca, un bel "vanghetto" era in vendita su eBay, non costava neanche tanto (base d’asta a €20) ed è andato invenduto: che l’inserzionista non abbia utilizzato bene le leve dell’internet marketing?