Negli USA sta per uscire il film "Fast Food Nation", tratto dall’omonimo libro di Eric Schlosser.
In questo libro (e suppongo il film faccia altrettanto) il giornalista americano passa in rassegna tutti gli aspetti dell’industria del fast food, dalla macellazione, agli impatti sociali dei "MacJobs", tracciandone un quadro non proprio piacevole (alcuni capitoli non sono consigliati ai deboli di stomaco).
La cosa interessante sono i risvolti di marketing di questo libro/film: l’industria del fast food teme di subire un nuovo shock come quello subito nel 2003 quando uscì il famoso film "Supersize Me" di Morgan Spurlock, non posso giurare sulla correlazione, ma mi sembra molto sospetta la caduta del titolo MCD nel 2003:

 

Questa volta infatti l’industria del fast food ha deciso di non farsi trovare impreparata e ha quindi messo in campo una serie di contromisure sul piano della comunicazione e delle PR.
Sul web le più rilevanti a mio avviso sono il progetto Best Food Nation (varato da una serie di associazioni di categoria) e la sezione "Our Values" del sito corporate McDonald’s.
Entrambi i progetti prevedono un blog: ma mentre quello di Best Food Nation è generico, e consta di 2 soli post, uno di giugno e uno di novembre 2006, quello di McD’s è specifico sul tema della Corporate Social Responsability, ha numerosi post e soprattutto è dichiarato che l’autore è Bob Langert, VP per la CSR di McDonald’s.
Questa strategia preventiva di McD’s sembra essere globale, infatti al recente workshop UPA di cui ho parlato in un post precedente, è stata l’oggetto dell’intervento di Luca Bon, Direttore Marketing e Comunicazione McDonald’s Italia, il quale ha espressamente indicato la volontà di McD’s di non "farsi trovare impreparati come nel caso di "Supersize Me"".