Web 2.0, Marketing, AppleNovember 15, 2006 10:49 pm

Avevo promesso che sarei tornato su questo concetto ma non pensavo che l’avrei fatto così presto e con un argomento così forte: la campagna "I’m a Mac" di Apple.
Su YouTube ci sono diverse decine di rifacimenti (tipicamente parodie) dei film della campagna, e adesso c’è già chi pregusta una creatività che ancora non è uscita ma che è molto probabile uscirà: quella che confronta l’iPod con il nuovo arrivato Zune di Microsoft.

 

Questa anticipazione "user generated" mi sembra un segnale molto forte: da un lato testimonia la bontà della copy strategy e la sua possibilità di essere continuamente declinata, dall’altra testimonia la tendenza delle persone a appropriarsi della brand image delle aziende e a lavorare di testa propria con i concetti e con gli elementi distintivi.

 

Design, Marketing 5:03 pm

Grandioso uso di Flash nel sito worldwide dell’agenzia di pubblicità Leo Burnett.
Confesso di avere un mixed feeling rispetto a Flash: da una parte ne apprezzo le possibilità, ma dall’altra trovo che spesso sia usato male e a sproposito.
In particolare mi dà fastidio quando vedo Flash usato per cose per le quali non è lo strumento adatto, per esempio mostrare lunghi testi, e spesso noto la difficoltà con la quale i designer riproducono in Flash oggetti scontati come le scroll bar, uno sforzo totalmente inutile visto che l’output è di solito pressochè inusabile.
Chi ha fatto il sito di Leo Burnett invece ha cercato davvero di usarlo per dar corpo ad un’idea (alla base c’è comunque sempre bisogno di una buona idea) che non sarebbe stato possibile realizzare con altri strumenti.
Un ottimo esempio di utilizzo "sbagliato" (IMHO, ovviamente) di Flash è invece il sito italiano di Leo Burnett…

Business, Marketing 3:23 pm

Sul sito di IAB USA è stata pubblicata questa press release dedicata ai risultati del Q3 2006 del mercato della pubblicità online negli USA.
Ecco i punti salienti:
- il Q3 2006 vale 4,2 miliardi di $ (cioè 3,27 miliardi di €) ed è il record assoluto;
- la crescita rispetto al Q2 è del 2%, rispetto al Q3 2005 è del 33%;

Si tratta dell’ottavo quarter consecutivo di crescita del mercato, e il grafico sotto è abbastanza impressionante:

Molto interessante questa frase contenuta nel comunicato detta da David Silverman, partner di PricewaterhouseCoopers (la società che assembla il report a partire dai dati dichiarati dalle società che vendono pubblicità online):
"Interactive advertising, with its eighth consecutive quarter of growth and the largest single quarter ever, is on pace for its biggest year. This growth follows the trend of where consumers are spending their media time and the unique ability of Interactive advertising to effectively target and monitor ad campaigns."
Ecco forse allo IAB Forum oltre che parlare di sociologia e di vanghetti, si doveva parlare di più di media consumption, misurabilità del mercato e delle campagne, etc.

Business, Marketing 10:12 am

Bellissimo post sul blog della web agency Organic che con un paio di esempi rafforza una tendenza molto interessante che io definisco di "bottom-up brand management".
Questa tendenza fa si che il processo di brand management, che una volta era saldamente in mano alle aziende proprietarie del brand, adesso sia almeno nella stessa misura in mano alle persone che di quel brand (attraverso i prodotti) sono i fruitori.
Questa presa di potere da parte delle persone porta ad una serie di fenomeni di mutazione genetica del brand, che da marchio commerciale diventa sempre più icona e merce esso stesso (come a suo tempo postulato da Jean Baudrillard ne "Lo scambio simbolico e la morte") sostituendosi al prodotto che di fatto diventa un veicolo "neutro" dei valori del brand.
I fenomeni sono diversi, il post ne individua 2 molto interessanti che io definirei di "de-branding" (eliminazione del brand dai prodotti) e di "me-branding" (il "mio brand" al posto del brand su un prodotto che amo), che a mio modo di vedere superano in modo molto intelligente il famoso, ma massimalista, "no-brand" (in realtà "no-logo" e ad essere precisi non è esattamente la stessa cosa) postulato da Naomi Klein.
Il "de-branding" è un atto mediante il quale il consumatore modifica il marchio con un segno grafico di cancellazione evidente, qui un tutorial su come cancellare il logo Nike sostituendolo con un segno ben preciso, il "blackspot", che quindi assurge a livello di "contro-brand" e quindi di brand esso stesso (gli ideatori sono i "contro-creativi" di AdBusters).
E’ evidente che si tratti di un gesto contro i valori o meglio i dis-valori di cui il brand è portatore.
Invece il "me-branding" ha un valore di segno completamente opposto e consiste nella sostituzione del brand con un segno proprio, per es., il nome o il monogramma. Un esempio strepitoso è quello di NameYourPorsche.com, un’azienda olandese che realizza una targhetta custom da sostituire alla "banale" targhetta Carrera2 o Cayenne che adorna il posteriore delle vetture di Zuffenhausen.
Tornerò senz’altro sul concetto di "bottom up brand management" cercando di definire meglio l’ambito e di individuare ulteriori fenomeni a supporto.

Web 2.0 1:06 am

Mi capita sempre più spesso di imbattermi in log che appartengono al 9rules Network.
L’impressione è che si tratti di una specie di "aggregatore editoriale" di blog tematici a la Blogosfere.it per intenderci.
L’adesione al network sembra non richieda particolari requisiti, basta rispettare 3 semplici regole:
Great content, updated regularly. A nicely-designed site might draw readers in, but it’s the content that keeps them coming back.
The desire to improve your site and your skills.
A commitment to the 9rules community, whether that means helping fellow members or just giving advice to a new writer.
Molto chiare e senz’altro condivisibili le "9 regole" originali (2003) per far parte della comunità:
1) Love what you do.
2) Never stop learning.
3) Form works with function.
4) Simple is beautiful.
5) Work hard, play hard.
6) You get what you pay for.
7) When you talk, we listen.
8) Must constantly improve.
9) Respect your inspiration.
Mi piacerebbe approfondire perchè le regole sono proprio 9 anzichè, per esempio, le bibliche 10.

Design 12:47 am

Dopo la delusione di vedere il mio template tanto amorevolmente curato orridamente sbarellato in Explorer 7 ho deciso di rimettere mano al nuovo template investendo 10 minuti di Photoshop per rifare l’header e altri 10 minuti per un po’ di interventi lievi sui file del template standard.
Per ora non rimetterò l’orologio barcode e non perderò troppo tempo, meglio riservarlo ai post e ai commenti  ai blog più interessanti, in attesa del giorno in cui avrò anch’io il mio blog "serio".