Lo spunto per questo post viene da un sito scovato per caso, nel quale un signore americano, Jimmy, ha raccolto qualche decina di esempi di quelli che lui definisce "BMW nightmares", ovvero interventi effettuati dai proprietari sulle proprie auto BMW (e addirittura non-BMW) per migliorarne l’aspetto e/o le prestazioni.
Si tratta di fenomeni tendenzialmente messi in atto da persone che hanno un approccio positivo alla marca, anche se spesso i risultati, come documentato nel sito, sono alquanto discutibili, e molto probabilmente vengono visti molto male dai tutori del "top-down brand management", ovvero i brand manager ufficiali di BMW.
Dal punto di vista del bottom-up brand management, il sito permette di individuare 2 tendenze di fondo: la "iper-brandizzazione" (hyper-branding) e l’applicazione di un band ad un prodotto che nulla ha a che fare (brand-overimposing), in questo caso è più comodo definirlo come "BMW-izzazione".
Iper-brandizzazione
La iper-brandizzazione risponde alla volontà di dimostrare il proprio attaccamento alla marca, tipicamente esaltandone alcune caratteristiche formali (per esempio la griglia a 2 lobi, vero e proprio trademark BMW) o di vissuto/percepito (per esempio l’esaperata caratterizzazione sportiva).
Esempio di iper-brandizzazione:
Brand-overimposing (BMW-izzazione)
La BMW-izzazione invece ha come scopo quello di far credere di possedere una BMW quando in realtà si possiede un’auto diversa, esempio di BMW-izzazione di una Acura (Honda):
A cavallo tra le due si colloca la tendenza ad applicare alla propria auto una targhetta di un modello superiore, nel caso della BMW il caso tipico è l’applicazione del marchio "M" che contraddistingue le auto preparate dalla divisione Motorsport.
Dal sito di Jimmy esce però un’altra tendenza, questa forse più gradita dalle aziende, ovvero come ci siano persone (Jimmy appunto) che stigmatizzino questi processi indebiti di appropriazione del brand da parte di persone che, aloro modo di vedere, non hanno le competenze (direi la "cultura") per farlo.
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Comunque anche Jimmy è un hyper-brander: ha "migliorato" la sua BMW 540i montando un turbo non originale e apportando diverse modifiche estetiche, ma evidentemente ritiene (come probabilmente tutti gli hyper-brander da lui stroncati) che i suoi interventi accrescano lo status della sua auto e quindi della marca.
Interessante notare che Jimmy appone alla sua BMW il logo del preparatore ("Dinan" che per ironia della sorte è scritto come le attuali targhette della auto VW…), evidentemente attribuendo a questo un poter iper-definente rispetto al logo BMW simile, o forse ancora maggiore, al logo "M" ufficiale ma, per Jimmy, banale: