Dalle sempre utili e-mail di ClickZ un bellissimo articolo sul valore "di marketing" dei social network.
L’articolo ruota attorno al concetto per cui "there’s a community for everyone", e quindi questo dà agli uomini di marketing un canale di comunicazione diretto con gli appartenenti alle diverse community, a patto che il messaggio sia rilevante e che si rispettino le "regole" dela community: si entra se si viene invitati e ci si comporta bene ("Once in, you still can’t shout or be too pushy").
La conclusione dell’articolo è categorica:
"It’s only a matter of time before most purchases with any sort of decision analysis are made largely based on what is learned online, with the majority of this taking place in highly-focused, not mass, social networks. Savvy marketers are heading there now."

Però la frase dell’articolo che mi ha fatto davvero impressione è questa:
"kids in Amsterdam no longer refer to MySpace by name. Instead, they just say "slash" and the profile name. Everyone automatically knows that "slash Hans" refers to Hans’ MySpace profile".
In una situazione del genere i "signori del 30 secondo" li vedo un po’ male…