del.icio.usNovember 29, 2006 5:22 pm
Web 2.0, Società 1:48 am

Sempre nel contesto del "caso YouTube" stavo commentando il post di Mauro nel quale si associa alla proposta di Layla di istituire "un Comitato permanente per l’informazione su Internet che possa essere il punto di riferimento per far conoscere alle istituzioni giudiziarie, politiche e agli organi di informazione il valore e le peculiarità della rete", poi siccome mi stava venendo un po’ lunghetto ho deciso di farne un post.
Premetto che sulla carta l’idea di Layla mi pare sensata: creare un punto di riferimento per la classe politica sulle questioni legate all’utilizzo delle nuove tecnologie di informazione, una sorta di "lobby civica" che abbia come interlocutore la classe politica e l’obiettiva di mettere quest’ultima di legiferare con la dovuta conoscenza e competenza.

Però all’atto pratico vedo molti problemi:
Rappresentatività: chi assicura che questo "comitato" faccia davvero gli interessi di tutti gli utenti della rete? non rischiamo di creare un "MOIGE" di internet? ovvero che qualcuno si dichiari "rappresentante" degli utenti di intenret (che più si va avanti e più tebderanno a comprendere fette sempre maggiori della popolazione) e venendo riconosciuto come tale vada a parlare a nome di milioni di persone che non l’hanno mai autorizzato in alcun modo a fare ciò.
Autoreferenzialità 1: in Italia attorno ad internet io vedo ancora tanta voglia di affermare delle diversità, quasi che internet non fosse parte della realtà (l’unica, per quanto mi concerne), ma si configurasse come una "realtà alternativa", dotata di proprie regole (qualcuno in un post indignato citava la Netiquette, che sarebbe come dire che non servono le leggi perchè abbiamo il galateo…) e non assoggettabile alle leggi del mondo reale (semmai il punto è che il mondo reale non si è ancora dotato delle leggi necessarie a normare un fenomeno nuovo).
Autoreferenzialità 2: Mauro nel sottoscrivere la proposta di Layla afferma che "prima di parlare di internet uno dovrebbe dimostrare di saperne qualcosa o di essersi informato prima"; posto che la conoscenza non è mai troppa, a chi si dovrebbe dimostrare di poterne parlare? questa persona a sua volta a chi lo dovrà aver dimostrato? e così via con il rischio che ci sia una sorta oligarchia autoeletta e autocertificata che assegna le patenti di "esperto a sufficienza" di internet?

Io prima di creare questo "comitato", vorrei capire cosa hanno fatto e cosa intendono fare da questo punto di vista quelle associazioni industriali che già adesso operano con la rete: IAB, AIIP, Assocomunicazione, etc.
Forse il punto sta proprio qui: un po’ per la giovane età, un po’ per quella voglia di "essere molto avanti" molto ben descritta da Maurizio Sala allo IAB Forum, forse queste associazioni non hanno considerato opportuno avere questo genere di interlocutori, se non in modo superficiale, come nel caso del ministro Gentiloni al recente IAB Forum ("superficiale" è da prendere non come giudizio negativo ma come contrario di "non approfondito").
Mi rendo conto che questa opera non sia nella loro missione, per lo meno non in modo prioritario, ma in fin dei conti sono associaizoni che già esistono, sono formate da persone "esperte" e soprattutto hanno interesse a far si che internet venga regolata con loro seduti al tavolo.

Forse la cosa migliore sarebbe che esponenti di queste associazioni aderissero al progetto dmin.it, che, come appare sul sito, "è un gruppo interdisciplinare, aperto, senza scopo di lucro, che si propone di definire aree di interventi che consentano all’Italia di acquisire un ruolo primario nello sfruttamento del fenomeno globale Digital Media.

Web 2.0, Marketing 12:39 am

Continuo a ricevere visite al blog e in particolare al post Monclick: nuovo sito da ricerche su Google per l’espressione "codice promozionale monclick", andando a vedere ho notato che il mio blog è al secondo posto, e per arrivare in quella posizione è bastato un post inserito una settimana fa su un blog che non vanta certo accessi da blogstar.
Altra prova: ho cercato su Google "samsung k5": ebbene al primo e secondo posto appare il blog ufficiale di Samsung Italia, il minisito dedicato è al sesto, in mezzo post su diversi blog, tra cui la recensione apparsa su Gadgetblog.
Siccome possiedo anch’io un K5 e sono ancora in debito con Andrea della recensione, cercherò di farla appena possibile per vedere se anche questo post sarà ben visibile su Google.
Quindi un consiglio alle aziende che vogliono creare buzz e ottenere in fretta visibilità sui motori: se volete essere trovati inviate un gadget o un prodotto da testare etc. ai blogger, i loro post non solo illustreranno pro e contro del prodotto ai lettori del blog (sfruttando l’effetto noto come "long tail"), ma creeranno anche in breve tempo un’ottima visibilità sui motori di ricerca.

Web 2.0, Marketing 12:01 am

Riprendo il filone dei posto sul bottom-up band management per segnalare un articolo di Martin Lindstrom apparso oggi su ClickZ dal titolo "All Brand Power to the Consumer".
L’incipit dell’articolo incarna alla perfezione lo spirito del mio post "Bottom-up brand management: brand book 2.0":
"Remember what your brand manual looks like? You probably haven’t looked at it in years. After all, the days of being able to explain your brand in terms of the brand manual’s pages of detail are long gone, and so is the manual’s capacity for predicting the brand’s behavior."
Con spirito molto pragmatico Maretin consiglia tre tips per prepararsi al momento in cui "almost every successful marketing activity will be created and driven by the consumer":
Address the Decision-Making Process (necessità di avere il committment dal top mamangement ad ingaggiare conversazioni con le persone senza "censurare" le posizioni negative).
Break the Controversy Ice (necessità di avere una posizione precisa, che costituisca un elemento di discussione).
Participate in Instant Branding (necessità di essere velocissimi a proporre e reagire, cosa che rende obsoleti i tradizionali porcessi di comunicazione e PR).
L’articolo si conclude con una domanda un po’ provocatoria: "The consumer is ready to talk. Are you?"

Che dire? Non posso essere più d’accordo, e nei miei post "Bottom-up brand management" credo che questa sintonia sia molto evidente, penso proprio che acquisterò l’ultimo libro di Martin "Brand Sense" (IBS €24,33 - Amazon $17,16).