Questo è l’ultimo post prima delle vacanza di Natale (che passerò qui e presumibilmente senza collegarmi a internet per una settimana), per cui faccio a tutti i miei auguri di Buon Natale.
Ci si rilegge per gli auguri di Buon Anno.
Voglio segnalare il negozio online di abbigliamento Dressup per l’ottima esperienza d’acquisto avuta:
invogliato anche da un buono sconto del 10% e dalla spedizione gratuita per ordini di importo superiore a €120, martedì 19 dicembre verso mezzogiorno ho piazzato un ordine per 3 polo Ralph Lauren e 2 camicie della stassa marca con pagamento contrassegno: il giorno dopo alle 11.30 il pacco è giunto presso la banca dove lavora mia moglie.
Immediatamente dopo aver fatto l’ordine mi sono arrivati un SMS e una e-mail di conferma con il numero dell’ordine e le istruzioni per il tracking (pleonastiche dal momento che il pacco è arrivato ancora prima che mi venisse la curiosità di sapere a che punto era l’ordine…)
Dimenticavo un particolare importante: i prezzi sono piuttosto buoni, per esempio una polo RL costa €53 (da scontare) mentre in negozio solitamente sono a €80/90.
Segnalo questo impietoso paragone tra i copy per la stampa e quelli per i text ads fatto da Seth Godin.
Sul newsgroup di it.discussioni.auto ho risposto ad una persona che chiedeva impressioni sulla V50, ripubblico qui il post opportunamente editato.
Adesso dopo circa 3 settimane e 750 km quello che posso dire è che sono molto soddisfatto del mio acquisto e che lo rifarei al volo, magari rifletterei sull’opportunità di investire qualche € in più (almeno 3k, oltre ai maggiori costi di bollo e ass.) per la D5, non tanto per il motore, visto che il 2.0 da 136CV è ottimo, ma per il cambio automatico che è davvero l’unica cosa di cui sento la mancanza.
La conferma più importante è stata quella relativa all’esperienza complessiva di possedere e usare l’auto, in particolare sono sempre più conquistato dal design degli interni al punto che ogni tanto accarezzo l’alluminio della plancia centrale solo per l’effetto tattile, ma è un piacere anche ruotare i 4 manopoloni e attivare i comandi di indicatori e tergivetri: il feedback tattile e uditivo e la pastosità dei movimenti sono davvero notevoli.
l’unica cosa non disegnata bene è l’interfaccia del display centrale: è monocromatica e a bassa risoluzione, visto cosa si trova su telefonini da €100 come display credo che Volvo avrebbe potuto fare uno sforzo in più.
La strumentazione non è particolarmente ricca ma molto ben disegnata e perfettamente leggibile, e, cosa che noteranno solo i cultori della tipografia, con un uso del lettering da manuale (i numeri degli strumenti sono scritti con un carattere esclusivo di Volvo).
Per quanto riguarda l’uso la differenza più eclatante rispetto alla V40 1.6 benzina che avevo prima è nel motore, del quale apprezzo la coppia e in generale la miglior attitudine a muovere l’auto.
invece non ho ancora un’idea su tenuta e frenata, ma se saranno anche solo del livello della V40 sarò già molto soddisfatto.
I consumi per ora sono sui 13,5km/l, ma la maggior parte dei 750 km attuali sono stati fatti con brevi tratti di uso urbano, quando ho potuto usarla fuori città ho visto spesso dei consumi istantanei nell’ordine dei 5l per 100km, vedremo con l’autostrada.
Ho letto con piacere che il cambio si è slegato dopo un po’ di km, perchè per adesso sto notando un po’ di impuntature soprattutto nel passaggio tra 1a e 2a.
L’upgrade high-performance del sistema hi-fi per quanto costoso (€350) è comunque apprezzabile: oltre a qualche altoparlante in più (in realtà credo che ci sia un amplificatore più potente e c’è qualche possibilità di regolazione in più compreso un equalizzaotre grafico…), soprattutto c’è l’ingresso ausiliario al quale collegare l’iPod.
Il vero limite di questa auto (ma non è una sorpresa) è lo spazio, che seppure leggermente aumentato rispetto alla V40 non è ancora un punto di forza: per i bagagli ho già previsto per la settimana bianca di febbraio di investire nel contenitore da installare sul tetto; invece per riparare il retro dei sedili anteriori dai calci dei bambini per ora ho infilato due salviette da bidè nelle tasche posteriori (of course in tinta con il grigio dei sedili - very design oriented), ma sono alla ricerca di qualcosa di apposito (purchè ben fatto e intonabile agli interni, il massimo sarebbero due "grembiuli" in cordura grigio scuro).
il 23/12 partirò per una settimana di vacanza in Costa Azzurra e spero sulla distanza (circa 400km per tratta) di capire meglio la macchina e di vedere i consumi a velocità costante, penso che farò un post di update sul blog che ti invito ad usare anche per richiedere cose specifiche.
Bottom-up brand management: customizza il tuo iPod
Personalmente sono molto affascinato da un oggetto come l’iPod:
- reintepretando il Walkman ha soffiato a Sony la leadership nel lettori musicali portatili (20 anni fa ci si chiedeva "di che marca è il tuo Walkman?" adesso "di che marca è il tuo iPod?");
- ha permesso ad Apple di configurarsi come un’azienda attiva nel settore consumer electronics e allo stesso tempo ha funzionato come "cavallo di Troia" nella conversione da PC a Mac;
- ha contribuito ad accelerare la digitalizzazione del mercato musicale (probabilmente godendo anche degli aspetti meno leciti di questo fenomeno) facendo di iTunes il music store più di successo;
- ha fatto nascere un’economia basata sul "Made for iPod" che ha permesso a tante aziende di prosperare facendo prosperare al tempo stesso Apple.
Quest’ultimo punto è molto importante perchè mediante la scelta della cover preferita l’utente compie un vero e proprio atto di customizzazione del suo iPod superandone così la tanto acclamata "neutralità" del design.
Per avere ancora una maggior possibilità di personalizzazione iFrogz ha inventato un sistema di case componibili basato su 3 elementi liberamente combinabili che permette un numero virtualmente infinito di combinazioni, inoltre la possibilità, pagando un extra, di avere uno dei 3 elementi creato a partire da un’immagine fornita dall’utente garantisce l’unicità della customizzazione.
Il tutto costa attrono a 20 dollari, qualcuno in più se si decide di inviare la propria immagine (più le spese di spedizione).
Un’alternativa più economica (praticamente free) e ancora più customizzata è quella offerta da iPaperCraft: si tratta di un servizio online che permette di costruirsi una busta di carta per il proprio iPod a partire da una immagine caricata dall’utente.
Dopo aver specificato il proprio iPod e aver caricato l’immagine preferita, il servizio genera un file .pdf che oltre all’immagine riporta le linee da ritagliare e piegare per ottenere la bustina su misura per il proprio iPod.
Segnalo 2 iniziative di 2 marche molto note e piuttosto diverse tra loro accomunate dal fatto di avere come cardine la musica: la prima è Mixed Tape di Mercedes Benz, la seconda è Absoluttracks.com / AbsolutKravitz.com di Absolut Vodka.
In entrambi i casi è evidente il tentativo di indirizzarsi ad un pubblico "hip", che segue le mode e quindi anche quelle in campo musicale. Infatti è in entrambi i casi il genere musicale è molto contemporaneo e sofisticato, però mentre Mercedes Benz sceglie la strada di artisti poco noti (spesso al posto del titolo dell’album di provenienza c’è l’indirizzo di MySpace dell’artista), Absolut Vodka mette a disposizione un brano esclusivo di Lenny Kravitz in versione originale e remixata da 10 DJ/produttori.
Così d’acchito mi piacciono entrambe le iniziative sia per la scelta musicale a mio avviso molto valida (ovvio che questa valutazione è soggettiva, se vi piacciono gli ZZ Top potreste non essere d’accordo…), sia per l’esecuzione sul web (con un "AAA+" per il sito di AbsolutKravitz.com realizzato magistralmente dall’agenzia svedese North Kingdom).
Dal punto di vista del branding invece trovo quella di MB un po’ azzardata nel senso che pur capendo la volontà di ringiovanire la marca, non riesco comunque a immaginare la compilation risuonare nel abitacolo posh (pure troppo per i miei gusti) di una S Klasse… e poi la scelta degli artisti emergenti, di per sè interessante, non sembra realmente frutto di una strategia (manca un disegno di fondo) ma un po’ come un ripiego.
Molto più centrata a mio avviso quella di Absolut, innanzitutto perchè comunque più vicina alla marca, e poi perchè la scelta dell’artista famoso esercita di per sè un forte richiamo, con le versioni remix a ribadire ed affermare ulteriormente la forza del brano principale (che diventa quasi un "jingle" esteso per la marca).
Di Wii, la nuova console di Nintendo, tutti hanno detto molto bene dell’esperienza di gioco legata al controller sensibile al movimento, ma quasi immediatamente sono cominciate ad apparire nella blogosfera notizie di incidenti domestici causati dall’irruenza dei giocatori e forse da una cattiva progettazione del controller: in alcuni casi a farne le spese sono stati i televisori, in altri i giocatori o i loro amici.
Adesso da circa un mese è online Wiihaveaproblem.com, un blog dedicato a raccogliere gli incidenti di gioco con tanto di foto e video.
Nintendo ha già provveduto a irrobustire il laccetto da polso del controller e a pubblicare sul sito delle istruzioni ad hoc per giocare in sicurezza, inoltre proprio oggi sul blog è pubblicata una e-mail che Nintendo avrebbe inviato ai possessori di Wii per suggerire come giocare senza farsi male, per esempio di non lanciare il controller, di asciugarsi le mani quando cominciano ad essere sudate e di evitare "excessive motion during game play".
Sarebbe interessante sapere da qualche fonte interna a Nintendo in che misura i post relativi a questi incidenti sono stati presi in considerazione, assieme alle chiamate al servizio clienti, per affrontare il problema.
Che Seth Godin sia un grande non sono certo il primo a dirlo (però se cerco bene devo avere ancora qualche e-mail del 1996 firmata Seth dei tempi di Yoyodyne e dei concorsi via e-mail), però questo post dal suo blog è pefetto, basta questa frase per capire perchè:
We don’t need pilots. We need instigators and navigators, rabble rousers and innovators. People who can’t follow a checklist to save their life, but invent the future every day.
Il succo è che un’azienda guidata con il sistema della checklist da abilissimi piloti difficilmente sarà un’azienda innovativa.
Dal sempre interessante Trendwatching segnalo questi 3 post, che consiglio di leggere nell’ordine:
- Generation C
- Generation C(ash)
- Customer Made
Generation C
L’appartenenza alla "Generation C", non è, come di solito avviene, su base anagrafica, ma è in base all’attitudine verso la "generazione di contenuto", infatti la "C" sta proprio per "Content".
Chiaramente appartengono alla "Generation C" i bloggers, ma anche coloro che postano le proprie foto su Flickr, che rispondono alle domande su Y! Answers, che pubblicano i propri video su YouTube, etc.
Generation C(ash)
Secondo Trendwatching.com questo fenomeno ha due driver: uno "sociale", e cioè la voglia di far vedere quanto siamo creativi, e uno "tecnologico" cioè la disponibilità di strumenti (fotocamere digitali, software creativo, piattaforme web di pubblicazione, etc.) per farlo.
Poichè questo trend sta arricchendo diverse aziende (da Google a Canon a Apple), secondo Trendwatching.com presto vedremo affermarsi un nuovo fenomeno: quello di conumatori pagati dalle aziende per produrre e pubblicare i loro contenuti.
Di fatto il fenomeno è già in atto: basta vedere i concorsi nei quali la meccanica prevede che a vincere sia la foto più bella o la ricetta più gustosa, o ancora meglio il sistema di revenue sharing con gli AdSense di Google che ciascuno può inserire sul proprio blog (secondo me l’antesignano di questo fenomeno è stata Amazon con il suo programma di affiliazione), per finire con l’esempio, molto 2.0, di FON.
Customer-Made
L’attitudine a dimostrare al mondo la propria capacità di creare deve per forza interessare le aziende, in quanto rappresenta sia una minaccia (mette infatti in discussione il loro ruolo storico di uniche "creatrici" di prodotti, di comunicazione, etc.) sia una opportunità (produrre prodotti disegnati dai consumatori potrebbe essere un buon motivo per venderglieli…).
Prima di entusiasmarsi e far decidere ai consumatori anche la carta intestata, consiglio "alle aziende" di leggere attentamente questo warning:
What is Cusotmer-Made not?
It’s NOT plain feedback without an answer, it’s not Do-It-Yourself, it’s not customization, it’s not even personalization, as all of these actions take place after companies have decided what the basics are, which products and services and experiences they’re willing to hand over to consumers.
Quindi: questi fenomeni sembrano molto interessanti per un capovolgimento o meglio un nuovo assetto più "simmetrico" dei rapporti azienda-consumatore, però come sempre bisogna stare attenti all’over-hyping e per le aziende il consiglio è di individuare delle aree test nelle quali iniziare a testare la reale attitudine e le reali possibilità di interagire con i consumatori.
Forse alle e-mail il simpatico vecchietto preferisce le vecchie letterine cartacee, magari non riesce a leggerle ed esaudirle tutte, però almeno in certi frangenti possono tornargli utili, in che modo potete vederlo qui.
Certo che non c’è proprio più poesia…
[via dotcoma *:0) ]
ClausBusters è una bella iniziativa di ViviLastminute.it con Blogo.it.
Si tratta di pubblicare sul loro blog una letterina a Babbo Natale, quindi di pubblicarla anche sul proprio blog mettendoci l’opportuno trackback.
I lettori di Blogo.it determineranno i fortunati vincitori che si recheranno in Lapponia sulla tracce del simpatico ubriacone (quel naso non ti viene solo con il freddo).
La mia è questa:
caro Babbo Natale,
non ho niente in particolare da chiederti per me e per la mia famiglia se non di permetterci di continuare a vivere come stiamo facendo.
quindi prendi la tua slitta e vedi di portare un sorriso a quelle persone che per un motivo o per l’altro non possono affermare lo stesso.
poi se ti resta del tempo vedi tu se seppellire nel carbone (o nel polonio, che è più "2.0") quelli che vogliono la pace nel mondo a suon di bombardamenti e idiozie del genere, ma davvero, solo se ti resta del tempo.
buon lavoro, salutami le renne.
ciao
andrea
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Peccato che gli ideatori non abbiano predefinito delle categorie, anche perchè guardando il blog si sono comunque già delineati dei filoni: i comico/ironici, gli egoisti (come quello che ha chiesto una Bugatti Veyron), quelli che cercano l’anima gemella, e naturalmente quelli che vorrebbero un mondo migliore e quelli che vorrebbero una vita migliore.
Ultima nota: sembra che il posting sia moderato, evidentemente vogliono evitare i famosi "desideri inconfessabili"…Non c’è più la mafia di una volta
Forse è in atto un tenativo di rebranding da "mafia" a "magia", almeno così si è indotti a pensare leggendo il Corriere online:
Ma allora perchè non chiamarla proprio "associazione magica"? Paura di essere accomunati alla massoneria?
Computerlove è un blog dediato ad arte e design che seguo sempre con molto interesse.Poco fa ho trovato segnalato Telmolindo, il sito di un illsutratore parigino che realizza opere di grafica molto interessanti per il tipo di tratto "sporco" e per l’uso del colore.
Ecco un’opera presa dal suo portfolio online:
Interessante la tecnica usata per realizzarla: mina, acquarelli e Mac…
Saltabeccando di qua e di là ho trovato un bellissimo blog: The Sartorialist.
Non che io mi interessi di moda, però trovo che questo blog sia molto interessante per due motivi:
prima di tutto ha una proposizione forte e si attiene a quella, in una parola "ha un progetto"; in secondo luogo è una formidabile galleria di ritratti e a ogni foto mi scopro a immaginare chi sarà la persona ritratta, perché ha scelto qulla giacca, etc.
Mi affascina il fatto che per un istante quelle persone siano entrate, anche se solo virtualmente, nella mia vita e in quella di tante altre persone, e secondo me molti di loro mentre vengono fotografati pensano proprio a quello.
Ho saputo 5 minuti fa dell’esistenza di The Deck, un circuito di pubblicità online dedicato ai professionisti del design.
Mi sembra interessante soprattutto per un fatto: The Deck ha molto a cuore la qualità del prodotto editoriale dei 9 blog del network, per cui vuole solo inserzionisti i cui prodotti/servizi siano rilevanti per l’audience del network "We’re picky about the advertising we’ll accept. We won’t take an ad unless we have paid for and/or used the product or service."
Questo approccio a mio avviso ha due elementi di grande novità:
- il rispetto per l’audience;
- la selezione degli inserzonisti.
Oltre che su internet mi piacerebbe vedere questo modello anche sui media tradizionali: potendo distribuire selettivamente i contenuti (e credo che sia con il satellite che con il DDT questo sia possibile) i network televisivi potrebbero far vedere solo pubblicità di interesse degli utenti (ovviamente prima questi avrebbero dovuto specificare le categorie commerciali di loro interesse e eventualmente le aziende "bannate").
Questo modello di ditribuzione di pubblicità potrebbe anche portare ad una revisione dell’attuale modello di distribuzione dei contenuti: il costo dell’abbonamento e degli eventi "pay per view" verrebbe ad essere determinato dal mix di pubblicità definito dall’utente, dove i costi per l’utente sarebbero inversamente proporzionali alla quantità di pubblicità accettata).
Inoltre un approccio di questo tipo potrebbe indurre gli inserzionisti a cercare di innalzare il livello qualitativo se non dei loro prodotti/servizi, almeno di quello della loro pubblicità sia in termini di creatività che di adeguamento al contesto.
La mia nuova V50: prime impressioni
Oggi sono andato a Bologna a ritirare la mia nuova Volvo V50 2.0D.
La macchina è molto bella (IMHO, ovviamente), soprattutto mi piacciono gli interni dal design molto scandinavo con la plancia sottile in alluminio; come optional oltre a FAP e vernice metallizzata sono presenti impianto audio "High Performance" e rails sul tetto, comunque trattandosi della versione Momentum sono già presenti numerosi accessori qualificanti come il cruise control e il climatizzatore automatico bi-zona.
L’immagine qui sotto l’ho "generata" con il configuratore del sito svizzero di Volvo (chissà perchè su quello italiano il configuratore non c’è più) e si avvicina molto alla mia:

Mi ha colpito la qualità dell’audio "High Performance" che prevede l’ingresso AUX utile per collegare l’iPod, per la cronaca il primo CD ad essere suonato è stato "The Remix Album" di Shirley Bassey.
In generale l’interfaccia uomo-macchina è molto ben studiata, anche se per la prima volta, e con un po’ di perplessità, ho trovato su un’auto il pannello "Preferenze" dove impostare in modo fine alcune funzionalità secondarie dell’auto.
Nel viaggio da Bologna a Parma ho potuto apprezzare il comfort (l’auto anche se diesel è piuttosto silenziosa) e la sensazione di solidità che comunque era già molto buona sulla V40.
Abbastanza impresssionante il passaggio da un motore 1.6 a benzina da 105 CV a uno 2.0 turbodiesel da 136: anche in sesta se si schiaccia l’auto riprende senza incertezze, cosa che mitiga almeno in parte l’assenza del cambio automatico (non disponibile sul 2.0D, di serie invece sulla D5 2.400 di cilindrata che costa oltre €5.000 in più). Infatti mi ero ripromesso che la mia prossima auto lo avrebbe avuto, peccato per questa incomprensibile scelta di Volvo (doppiamente incomprensibile se si pensa che questo motore è montato su diverse auto di altre marche, e in alcuni casi è possibile richiedere il cambio automatico, per esempio la Puegeot 407 ne può montare uno a 6 marce).
Una nota di merito per la concessionaria Volvo Auto Bologna e in particolare per il venditore che mi ha seguito, Matteo, che hanno reso quasi piacevole separarsi dalla mia vecchia (9 anni) V40 rossa e soprattutto da circa 26.000 euri…
Adesso, ma con calma, voglio cercare un navigatore satellitare che oltre a funzionare bene ed avere le mappe europee, soprattutto si deve integrare adeguatamente nell’abitacolo, magari evitando l’attacco a ventosa al parabrezza che mi ricorda molto il tristissimo porta-blocconote per auto tanto in voga negli anni ‘80.
Di sicuro NON farò la prova comparata fatta da Lele Dainesi di 4 navigatori: oltre a non voler andare in giro con quei 4 affari attaccati al parabrezza (anche in questo video lo fanno, con risultati davvero comici)n non porterò mai in giro i miei bambini sul sedile davanti senza cinture e magari con l’airbag attivato.
Forse però l’ideale sarebbe questa soluzione: una PSP che funge da navigatore GPS!
