Dal sempre interessante Trendwatching segnalo questi 3 post, che consiglio di leggere nell’ordine:
- Generation C
- Generation C(ash)
- Customer Made
Generation C
L’appartenenza alla "Generation C", non è, come di solito avviene, su base anagrafica, ma è in base all’attitudine verso la "generazione di contenuto", infatti la "C" sta proprio per "Content".
Chiaramente appartengono alla "Generation C" i bloggers, ma anche coloro che postano le proprie foto su Flickr, che rispondono alle domande su Y! Answers, che pubblicano i propri video su YouTube, etc.
Generation C(ash)
Secondo Trendwatching.com questo fenomeno ha due driver: uno "sociale", e cioè la voglia di far vedere quanto siamo creativi, e uno "tecnologico" cioè la disponibilità di strumenti (fotocamere digitali, software creativo, piattaforme web di pubblicazione, etc.) per farlo.
Poichè questo trend sta arricchendo diverse aziende (da Google a Canon a Apple), secondo Trendwatching.com presto vedremo affermarsi un nuovo fenomeno: quello di conumatori pagati dalle aziende per produrre e pubblicare i loro contenuti.
Di fatto il fenomeno è già in atto: basta vedere i concorsi nei quali la meccanica prevede che a vincere sia la foto più bella o la ricetta più gustosa, o ancora meglio il sistema di revenue sharing con gli AdSense di Google che ciascuno può inserire sul proprio blog (secondo me l’antesignano di questo fenomeno è stata Amazon con il suo programma di affiliazione), per finire con l’esempio, molto 2.0, di FON.
Customer-Made
L’attitudine a dimostrare al mondo la propria capacità di creare deve per forza interessare le aziende, in quanto rappresenta sia una minaccia (mette infatti in discussione il loro ruolo storico di uniche "creatrici" di prodotti, di comunicazione, etc.) sia una opportunità (produrre prodotti disegnati dai consumatori potrebbe essere un buon motivo per venderglieli…).
Prima di entusiasmarsi e far decidere ai consumatori anche la carta intestata, consiglio "alle aziende" di leggere attentamente questo warning:
What is Cusotmer-Made not?
It’s NOT plain feedback without an answer, it’s not Do-It-Yourself, it’s not customization, it’s not even personalization, as all of these actions take place after companies have decided what the basics are, which products and services and experiences they’re willing to hand over to consumers.
Quindi: questi fenomeni sembrano molto interessanti per un capovolgimento o meglio un nuovo assetto più "simmetrico" dei rapporti azienda-consumatore, però come sempre bisogna stare attenti all’over-hyping e per le aziende il consiglio è di individuare delle aree test nelle quali iniziare a testare la reale attitudine e le reali possibilità di interagire con i consumatori.
