Business, Marketing, Società, AppleJanuary 9, 2007 11:56 pm

"Vaporware" è un termine che è stato spesso associato ad un certo tipo di dichiarazioni "strategiche" di Bill Gates: quando un concorrente annuncia(va) un nuovo prodotto, subito Gates subito faceva presente che di lì a poco sarebbe uscita la nuove versione del prodotto Micorosft corrispondente, con l’effetto immediato di disincentivare l’acquisto del nuovo prodotto concorrente e generare attesa per il futuro (spesso molto futuro…) prodotto MS.

Ovviamente l’iPhone è diverso: il prodotto c’è, e se negli USA verrà venduto solo tra un paio di mesi è solo per ottenere le necessarie autorizzazioni burocratiche. Al limite si potrebbe parlare di vaporware strategy per i rumors di fine 2006: in un periodo caldo per l’acquisto di gadget elettronici personalmente se fossi stato nelle spese per uno smartphone, sicuramente questi rumors mi avrebbero indotto ad aspettare il MacWorld, e adesso dopo la presentazione di Jobs, il budget stanziato sarebbe definitivamente rientrato nel salvadanaio in attesa dell’uscita dell’iPhone.

Che questo ragionamento sia stato fatto da tante altre persone, tra cui gli analisti dei mercati finanziari, secondo me è provato dall’andamento odierno delle azioni Apple rispetto a quelle RIM (produttore del Blackberry) e Palm (produttore dei Treo): Apple (AAPL) è salita del 7,10%, RIM (RIMM) è scesa del 7,85% e Palm (PALM) del 5,69%.

 

Non male Steve! 

Personali, Design, Experience, Marketing, Inutili, Apple 7:04 pm

Ho un foglio sul quale ho scritto un po’ di cose da fare nel 2007, una colonna ha il titolo "Da comprare" e sotto, oltre a un po’ di cose "necessarie" (devo fare un revamping del guardaroba se voglio continuare ad essere lasciato entrare in azienda alla mattina…) ci sono anche cosette sfiziose (navigatore, iPod Nano con sensore Nike, etc.).

Perchè vi dico questo? Perchè sto seguendo il live reporting del keynote speech di Steve Jobs dal MacWorld e la lista sta cambiando vertiginosamente seguendo il ritmo di presentazione dei nuovi gadget, ehm prodotti Apple:
- iTV
- iPhone (o come si chiamerà, forse semplicemente "iPod"?)
- altro che saprò stasera visto che devo uscire… non vedo l’ora di rimettermi davanti al computer per vedere cosa sarà sugli scaffali dell’Apple Store (adesso c’è il classico "We’ll be back soon.")

E poi ovviamente quando uscirà bisognerà fare l’upgrade a Leopard…

Update
eccomi di nuovo davanti al computer, leggendo il report del keynoye ho visto che anche se non ci sono stati altri annunci di prodotto oltre a AppleTV e iPhone, un annuncio importante c’è stato comunque: dalla ragione sociale di Apple è sparito il termine "computer, quindi non più "Apple Computer Inc." ma "Apple Inc.".
Pare che questo cambiamento storico sia stato sottolineato da Jobs usando un’espressione molto felice del campione di hockey Wayne Gretzky: "I skate to where the puck is going to be, not where it has been"; chiaramente il riferimento è al fatto che ormai e sempre di più Apple giocherà la sua partita (anche) nel settore dell’home entertainment o ancora meglio della "connected home".

Guardando le pagine di Apple.com mi sono fatto queste idee dei due nuovi prodotti:
AppleTV: sicuramente è un gadget interessante, ma per i miei gusti un po’ troppo orientato alla TV "differita", non lo vedo come rivoluzionario e le specifiche potrebbero essere migliori (perchè dotarlo di un HD da 40 Gb?), personalmente mi attendevo maggiori capacità di bridging tra internet e TV più spinte, e soprattutto più orientate alla "TV live".
iPhone: per design e feature è un prodotto straordinario, vorrei averlo qui e subito, punto. L’unica cosa che non mi piace è il nome, io avrei continuato a chiamarlo iPod (al limite iPod Phone), innanzitutto per sfruttare un brandname che ormai è diventato un lovemark planetario, e poi per non mettere questo oggetto sullo stesso piano di tutto il ciarpame (con poche eccezioni) che popola il mercato dei telefoni cellulari.
E’ vero che il termine "iPod" ormai è diventato per antonomasia sinonimo di lettore di musica digitale, però ciò che lo distingue dalla concorrenza non è nè la qualità audio (che pure pare non essere male), nè la quantità di feature presenti, ma l’eleganza progettuale complessiva, il design iconico e la facilità d’uso che diventa piacevolezza (chi ha un iPod si sarà certmente trovato a far scorrere il pollice sulla click-wheel per il puro piacere di farlo) elementi che nell’iPhone sono portati ad un livello spettacolare (foto e demo dal sito Apple.com).
In Europa dovrebbe arrivare alla fine del 2007 e non costerà certo poco: presumibilmente attorno a €500 (quindi tanto ma non di più di uno dei tanti inguardabili "smartphone" che dopo l’iPhone sarà bene rivattezzare "dumbphone"…).

Web 2.0, Marketing, Società 5:17 pm

Visto che per Times l’uomo dell’anno sei "tu" (o meglio "noi" come scrive Mauro), per Advertising Age tu/noi siamo anche "The Agency of the Year" (qui le motivazioni).

Attenzione, non è effetto di una moda o pura piaggeria, si tratta di una scleta basata su parametri di business: infatti grazie ai "nostri" film e a alla "nostra" pianificazione ($0 per una media exposure valutabile in $100mln) abbiamo garantito a Mentos un picco di vendite del 15%!!!

Web 2.0, Marketing 2:08 am

Segnalo questo post dal blog di Organic (web agency USA) relativo all’apertura di un profilo su MySpace da parte dell’editore Condé Nast dedicato a fornire contenuti sulle nozze (abiti, fiori, etc.).
In realtà lo spazio su MySpace contiene per lo più "strilli" a contenuti che si trovano sul sito ufficiale di Condé Nast.
Comunque dal mio punto di vista la cosa è molto interessante perchè l’editore evidentemente ha pensato che il mantra dei pescatori "fish where the fishes are" è sempre valido, e quindi ha ritenuto che questa iniziativa avrebbe portato sul sito proprietario (che a sua volta fa capo a 3 riviste a tema matrimonio) un’utenza qualificata in modo più efficiente rispetto alla "classica" campagna di internet advertising.
Questa cosa può sembrare banale, ma chi di voi lavora in azienda come web manager, provi a dire ai suoi capi che anzichè investire ogni euro nel sito "proprietario" vale la pena investire una quota del budget in una partnership con qualche traffic hub coerente con le persone da raggiungere: si sentirà rispondere che una grande azienda deve avere un grande sito in grado di attrarre in modo naturale un pubblico sterminato (per poi magari lamentarsi che il traffico non è granchè).
Purtroppo internet e il web hanno fatto credere a tutti che fare l’editore sia una passeggiata e che sia sufficiente mettere online un po’ di contenuti in una pagina con il marchio dell’azienda in alto a sinistra per attrarre frotte di consumatori.
Questa iniziativa di Condé Nast, che editore lo è davvero, mi sembra un’ottima dimostrazione che forse le cose non stanno proprio così e che un approccio un po’ meno "superbo" potrebbe aiutare.

Il secondo punto è contenuto nel post e rimanda ad una press release di Comscore (una società di ricerca che ha come claim "Measuring the Digital Age") che inizia con:
"More than Half of MySpace Visitors are Now Age 35 or Older, as the Site’s Demographic Composition Continues to Shift".
Cosa significa questo? che almeno negli USA internet è davvero un mezzo mainstream al punto che nel comunicato si legge che ormai sono mainstream anche i servizi di social networking come appunto MySpace.