Sul blog di LS graphicdesign ho letto un post su una mostra appena inaugurata alla Triennale: "Il paesaggio mobile del nuovo design italiano".
Da laureato in Design (al tempo era un indirizzo di architettura al Poli di Milano) che ci ha provato e poi ha scelto o meglio si è trovato a fare altro, la mia sensazione è che ancora una volta non si stia parlando di design ma di quella "disciplina" a metà strada tra arte e ricerca un po’ fine a sè stessa, o nel migliore dei casi di furniture design, ovvero di design di oggetti di arredamento.
Continuo a pensare che il design industriale "vero" sia quello che fanno le varie IDEO, frogdesign, Design Continuum etc., quindi design di prodotti d’uso come computer, telefoni, apparecchi medicali, etc., invece purtroppo leggendo dal sito della Triennale questo tipo di design sembra esplicitamente escluso:
"Ne è emersa una mappa del nuovo design italiano non limitata al furniture design, ma allargata a tutte le nuove forme di comunicazione che riguardano la professione del XXI secolo: dal food al web, graphic, fashion, textile, ai copywriter, ai designer del gioiello, ai progettisti della multimedialità."

Il motivo è semplice: quella dell’arredamento (includendovi anche gli oggetti per la casa come i cavatappi, vero banco di prova per i designer italiani) è una delle poche industrie ancora vitali del mostro paese, mentre non esiste praticamente più nessuna azienda di elettronica di consumo, di computer, di apparecchiature medicali, e questo probabilmente si riflette nelle scuole dove si insegna il design (poi ci sarebbe da parlare degli insegnanti che il più delle volte sono degli storiuci o dei critici del design e raramente dei progettisti).
La mia paura è che per questi motivi l’Italia non sia in grado di sfornare degli Ive (VP of Industrial Design di Apple) ma solo dei pallidi emuli dei "grandi maestri" con l’aspirazione a diventare i nuovi Starck (almeno in termini economici…).

Vedremo la mostra, intanto questi due articoli apparsi su Corriere e Repubblica mi fanno accapponare la pelle…