Federico (che di mele se ne intende…) mi segnala "Green My Apple", un’iniziativa di Greenpeace dedicata a tutti gli appassionati di Apple, per far si che la "mela" diventi più verde.
Secondo Greenpeace Apple non ha verso l’ambiente lo stesso riguardo che ha nei confronti del design dei propri prodotti, in particolare la critica è verso l’uso di alcuni componenti chimici e verso i programmi di riciclaggio che Apple avrebbe introdotto solo in quei paesi in cui è stata costretta a farlo.

La strada scelta da Greenpeace è molto interessante:
1) innanzitutto il sito è "ispirato" al look&feel del sito Apple, stesso design, stesso utilizzo delle immagini, etc., una sorta di "defacing" che sfrutta in modo creativo lo stile e l’iconografia Apple;
2) la pressione su Apple è esercitata facendo leva sugli aspetti positivi dell’azienda stessa: per esempio Greenpeace chiede che Apple non sia "just "good enough." We want Apple to do that "amaze us" thing that Steve does at MacWorld: go beyond the minimum and make Apple a green leader."
3) infine il "call to action" non è diretto ad Apple ma ai consumatori che in questi anni ne stanno decretando il successo: "YOU have to tell Apple to go green to the core — they listen to their customers, not to Greenpeace."
Quest’ultimo punto permette anche a Greenpeace di lanciare una campagna di attivazione "user generated", infatti agli utenti Apple, generalmente creativi, viene chiesto di "pro-creare" materiale di supporto alla campagna: spoof di campagne adv Apple,  idee per T-shirts, etc. fino ad arrivare ad una rieditazione del  keynote di Styeve Jobs in chiave "green".

In definitva, dal mio punto di vista si tratta di un’iniziativa molto ben pensata, giocata sul filo dell’ironia più che sull’attacco diretto, e che sfrutta al 100% le possibilità del "Web 2.0" invitando gli utenti ad essere parte attiva dell’iniziativa; nel mio piccolo faccio si che il mio iMac consumi meno corrente non lasciandolo in stand-by ma spegnendolo completamente.