Un aggiornamento al post sugli Apple Store: sul blog di Adaptive Path ho trovato questo post che citando un articolo del NYT arriva alla conclusione del perchè CompUSA medita di chiudere un centinaio di negozi mentre Apple pianifica di aprirne altri:
"CompUSA fails because it plays in the commodity-and-low-margin space, squeezing as much as it can out of efficiencies and low labor costs; it is unable to compete with online retailers who can discount even further. Apple succeeds because it plays in the experience-and-high-margin space, providing tantalizing environments that compel visits."
Quindi a fare la differenza dal punto di vista del business sono degli intangibili come il design e l’esperienza complessiva e non il prezzo.
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Proseguendo… Qui: http://www.experientia.com/blog/the-experience-store-a-store-where-you-dont-buy/ si parla dell’ Experience Store, il negozio dove “non si compra” (o comunque non SOLO di compra). La trovo una definizione molto centrata che condivido.
A Roma ad esempio in via di Ripetta c’è un experience store del tutto particolare: si chiama “Bar dei Profumi”, dove si va solo ad annusare fragranze molto buone: http://www.olfattorio.it/index_bar_a_parfums.htm
Da poco puoi anche acquistare, ma nasce per annusare e basta.
Ciao!
Comment by Federico — March 20, 2007 @ 11:20 am