Tre segnalazioni sul tema "blog aziendali":
Playstation Blog: un "vero blog", con tanto di blogger (un dipendente Sony) che oltre a pubblicare news e articoli sul mondo Playstation, cerca e ripubblica articoli pubblicati su altri blog, facendo così di Playstation Blog un vero e proprio "aggregatore attivo" di contenuti sicuramente interessanti per gli appassionati di questa console per videogames. A mio avviso questo approccio è molto interessante perchè dà rilevanza al blog di Playstation in un contesto competitivo sicuramente molto affollato, offrendo al tempo stesso un servizio ai suoi lettori.
Capelli da accarezzare: si tratta di un’iniziativa di Nivea che con questo blog comunica novità di prodotto, partecipazione ad eventi, etc.; anche in questo caso esiste il blogger, l’hair stylist Gianni, ed è possibile commentare i post. L’aspetto a mio avviso più interessante è la modalità scelta per convogliare verso il pubblico un volume piuttosto elevato ed eterogeneo di contenuti, infatti il fomat blog determina un accesso molto più facile e immediato ai contenuti rispetto al classico approccio di sito strutturato in sezioni e sottosezioni.
Eventi ENI: probabilmente qui è imprproprio parlare di blog in quanto non c’è il blogger (quantomeno non è dichiarato come negli altri 2 casi) e non è possibile commentare gli articoli; è comunque un caso interessante di "sito" costruito secondo il format tipico dei blog, e soprattutto è un altro esempio di come la mole di informazioni prodotta in azienda necessiti davvero solo di essere organizzata e convogliata nel modo giusto. Interessante anche il fatto che il porgetto sia dedicato ad un’utenza tipicamente business (in particolari operatori dell’informazione) con forti esigenze di informazione e poco tempo per andarsele a cercare, con il format scelto le news più fresche sono sempre in cima alla lista, inoltre esiste la possibilità di abbonarsi ai feed RSS.
A mio avviso sono 3 esempi di come sia possibile definire approcci sostenibili al "blog aziendale", dove per sostenibile intendo dire innanzitutto sensato, cioè con un chiaro obiettivo di comunicazione e non perchè "di moda", e poi teso a rendere pubblica tutta la quantità di contenuti che molto spesso le azoende generano senza nemmenoi rendersene conto e che con un piccolo sforzo di organizzazione possono costituire un ottimo canale di comunicazione con i propri interlocutori.
