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Un’azienda svizzera che produce borse riciclando i teloni dei TIR.
Oggi ho ricevuto da Giovambattista (il minimo che possa fare qui per ringraziarlo è linkare i suoi blog, Undolog e Pensieri Sottili, e il sito di e-lementi, la società di cui e co-fondatore) un invito per Joost e mentre scrivo sto "testandolo".
Sull’iMac di casa l’installazione e l’utilizzo non hanno dato il minimo problema, sul sontuoso Dell aziendale invece non sono mai riuscito a connettermi, probabilmente il software cerca delle connessioni su porte non autorizzate dal nostro firewall (non funzionanp nemmeno nè Second Life nè Habbo Hotel).
La prima impressione con Joost è positiva: l’interfaccia per quanto spartana è comunque molto intuitiva, e il video anche se non di qualità eccelsa (almeno quelli che ho visto io) appare abbastanza fluido.
A sottolineare che si tratta di una beta ci sono soprattutto i contenuti (relativamente scarsi sia in quantità che in qualità) e le occasionali interruzioni con messaggi molto "naif".
Una cosa molto interessante è che tutti i contenuti sono introdotti da pubblicità nella forma di un cartiglio che comunica che il contneuto che si sta per vedere "is brought to you by" e poi il logo dello sponsor, non ho visto altre forme di pubblicità.
Sensazione positiva anche per i widget, in particolare un sistema di chat basato sul canale che si sta guardando e un ticker in grado di mostrare feed RSS.
Quindi da questo primissimo assaggio devo dire che sembra davvero passo avanti verso una "TV 2.0", alla quale tutti, spettatori, marketer, editori, etc., debbano guardare con molto interesse.
P.S.
Al momento non ho ancora maturato inviti (ma ho già un paio di pretendenti ai quali andranno i primi), richiedete pure nei commenti, cercherò di esaudire man mano che li ricevo (posto che non venga resa pubblica la beta prima).
Kevin Roberts, CEO di Saatchi & Saatchi e autore di Lovemarks, ha un blog nel quale i post in cui parla di advertising si alternano a quelli in cui parla di rugby e a quelli in cui racconta le sua "esperienze".
Proprio i post relativi a queste ultime sono i più interessanti perchè gli consentono di illustrare in pratica i principi su cui si basa la sua teoria dei Lovemarks.
Ovviamente tutti i post sono interessanti, ma fra tutti suggerisco di leggere assolutamente questo, che contiene un video della presentazione del suo ultimo libro, "The Lovemarks effect", fatta presso la sede di Google.
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Un interessante articolo sul redesign della corporate identity di Saks 5th Avenue.
Da Autoblog USA segnalo questo articolo del New York Post che tratta di alcuni porgetti che stanno coinvolgendo i taxi di New York.
Il più avanzato è eTaxi (purtroppo non ho trovato il sito) che infatti è già in fase di test su 200 taxi.
Il sistema prevede un touch-screen installato nella parte posteriore dell’abitacolo mediante il quale i passeggeri possono accedere ad alcune informazioni (es., previsioni meteo) e pagare la corsa servendosi della propria carta di credito.
Il secondo progetto si chiama NY10 e nasce da una partnership tra la rete televisiva NBC e Clear Channel Taxi Media, la divisione specializzata in advertising sui taxi del broadcaster radiofonico Clear Channel.
Questo progetto ha un taglio decisamente più "televisivo", ma è comunque possibile accedere ai sito online del network NBC e di ricevere informazioni geo-localizzate; anche qui è integrato un sistema di pagamento via carta di credito.
Entrambi i progetti prevedono un vero e proprio sistema di "ad-serving" che, grazie al GPS, è in grado di mostrare pubblicità geo-localizzate.
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Leggi il brief, crea la pubblicità, guadagna $20.000…
Leggo su Core77 (un sito che tratta di design) di Easy Neuf: un computer "semplice" ideato espressamente per collegarsi ad internet e poco più, che viene offerto in affitto assieme all’abbonamento ad internet.
Secondo il post di Core77 si tratta di una riedizione in chiave moderna dello storico Minitel francese (che tra l’altro deve ancora funzionare se vendono i terminali)
L’idea mi sembra buona e il PC ha un design interessante:
Invece l’interfaccia (di cui è possibile vedere una demo) non mi sembra granchè, e non ho capito se per navigare è disponibile un vero browser o un accrocchio creato ad hoc.
Infine molto interessante il sito dedicato ad appassionati e sviluppatori: oltre a contenere informazioni (in forma di wiki) tecniche sull’oggetto, lancia veri e propri concorsi per sviluppare nuovi software, attualmente il contest è per un visualizzatore di presentazioni, il tutto con un ferreo approccio open source.
Get the Glass è un gioco online creato da North Kingdom (assieme a Farfar una delle agenzie più creative del momento) a corollario della famosa campagna "Got milk?" che da diversi anni promuove il consumo di latte negli USA.
L’esperienza di gioco è straordinaria e difficile spiegarla a parole, però attenzione perchè richiede una certa pazienza anche con banda larga.
In pratica si tratta di un gioco da tavolo (tipo "Gioco dell’oca") tutto realizzato in 3D muovendosi nel quale si devono risolvere una serie di indovinelli e prove di abilità che altro non sono che un pretesto per trasferire i benefici derivanti dal consumo di latte.
Via Adverblog segnalo questa iniziativa di Nike che permette (o chiede?) ai propri utenti appassionati di basket di creare un video da 1 minuto utilizzando un tool online.
Sono disponibili numerosi snippet video ed è possibile scegliere la colonna sonora, quindi la propria opera può essere salvata nella galleria ed eventualmente scaricata e mandata ad un amico.
Un’altra dimostrazione di come le aziende "più avanti" abbiano capito l’importanza di includere le persone nel processo, non solo creativo ma anche "distributivo", della comunicazione pubblicitaria.
