Marketing, ArteFebruary 5, 2008 6:37 pm

E’ quello che devono aver pensato i creativi di DDB Sidney nel concepire questi poster per un’azienda che produce chewing-gum:

 

In pratica al potenziale "vandalo" viene proposto anzichè di buttare la gomma masticata in terra di contribuire ad un’opera d’arte attaccandola al poster secondo il codice colore.

Un’altra dimostrazione di come per fare una buona attività di comunicazione serva una buona idea e non per forza mezzi stratosferici.

[Via Ibelieveinadv.com]

Design, Marketing, Arte, Inutili 5:18 pm

O forse si tratta di una forma alquanto estrema di personalizzazione?
 

Fatto sta che decorare con il laser delle fette di mortadella (nell’accezione USA di "Bologna") a base di "pork and chicken" con le immagini appunto di un maiale e di un pollo ha un che di dadaista che ne fa un gesto artistico sublime… anche perchè nelle intenzioni dell’artista c’è la volontà di "ricongiungere il prodotto con l’animale dal quale proviene".

A parte le considerazioni di ordine filosofico mi sembra che questa idea si presti ad una serie di applicazione tra cui quella per nulla remota di utilizzare la merce come media per pubblicizzare altra merce, in un processo che potrebbe vedere Baudrillard fare più di una giravolta nel suo sacello.

Che questa ipotesi sia concreat lo dimostrano esperimento come questo, definito "Egg-vertising":

 

Qui siamo ancora un passo indietro in quanto la pubblicità è sul guscio (quindi sul "packaging"), ma il passo alla mortadella (o ai biscotti, pane, etc.) che pubblicizzano altri prodotti è davvero breve.

del.icio.us 5:17 pm
Web 2.0, Business, Marketing 1:28 am

Le "associazioni" di cui al titolo sono quelle che ciascuno di noi tende a fare rispetto alle marche alle quali è più legato o che comunque sono in qualche modo rilevanti.
Questo post di David Armano prende lo spunto da questo fatto per dare una particolare lettura della mossa di Microsoft di voler acquistare Yahoo!.

A me però interessa un altro aspetto, ovvero quello, esemplificato dallo stesso autore, per cui alcune marche tendono a perdere una chiara identificazione, pur restando marche senz’altro molto note.
E’ ciò che è accaduto a Yahoo! ma mi sembra ancora più siginificativo vedere i punti interrogativi rispetto ad una serie di marche "brick & mortar" come Ford e Kodak.

La cosa devastante è il pensiero che queste aziende/marche sono state quelle che hanno "iniziato" l’industria automobilistica e quella delle apparecchiature fotografiche, e quindi per decenni sono state l’associazione elettiva con "automobili" e "foto".
Il punto però è proprio qui: se un tempo l’associazione con "auto" e "foto" era sufficiente, anzi era il desiderata, adesso non è più definente di nulla; questo perchè le persone non hanno più alcun bisaogno di un’auto o di una macchina fotografica, ma di estensioni della propria personalità e delle proprie capacità (in pratica di una "protesi proiettiva" e non "sostitutiva", ma questo è un altro discorso) che li portino a vivere esperienze che vadano oltre al puro valore intrinseco di spostarsi e/o di avere un’immagine.

Al di là di queste considerazioni, credo davvero che per molte marche la partita si giochi proprio sulla pssibilità/capacità di avere una associazione forte, univoca, rilevante e positiva, con un "core value" condiviso con un gruppo di persone.
Anche quest’ultimo è un punto importante: essere fortemente associati ad un valore da "un gruppo di persone" siginifica molto probabilmente essere ignorati o addirittura detestati da altre persone e altri gruppi.
Ma anche questo fa parte del gioco: è finito il tempo dei valori universali (spero che Benedetto XVI legga altri blog…), e soprattutto sul mercato, il tentativo di essere qualcosa per tutti, sempre di più porta al risultato non essere niente per nessuno (il classico "nè carne nè pesce"…).

Aggiungo:
dopo aver postato vado sul sito e-commerce di Mediaworld e vedo che nel catalogo alla voce "Computer" compaiono 4 "categorie":
- Notebook
- Desktop
- Desktop con monitor
- Apple

 

E’ fin troppo facile far notare la distintività di "Apple" (che di fatto costruisce "computer" che ricadono nelle 3 categorie merceologiche di cui sopra) rispetto alle altre marche di computer, ma forse è ancora più impietosa la constatazione che la prima voce di "Audio" è "I nuovi iPod"…