Credo che questo sia uno dei più interessanti esempi di ambient advertising (penso si chiami così…):
Le buche finte e le scritte in stile gara di ciclismo sono un’idea strepitosa!
[via AdsOfTheWorld]
Credo che questo sia uno dei più interessanti esempi di ambient advertising (penso si chiami così…):
Le buche finte e le scritte in stile gara di ciclismo sono un’idea strepitosa!
[via AdsOfTheWorld]
Chi non ha provato da bambino la delusione di vedere che il gelato appena comprato una volta scartato era ben diverso da quello rappresentato sul tabellone?
Dìaltra parte si sa che il marketing ha una certa tendenza alla rappresentazione idealizzata della realtà…
Per dimostrare la distanza tra finzione e realtà, i tedeschi di Pundo3000.com hanno fotografato una serie di prodotti venduti in Germania affiancando la foto della confezione al reale contenuto: il risultato è tremendo…
Ecco 2 tra le peggiori:

:-(
Su Advertising Age si legge che: "Chrysler Ready to ‘Listen’ on New Site", ovvero che anche la marca automobilistica americana, recentemente separata da Daimler, ha deciso aprirsi al dialogo con chiunque (purchè residente negli USA) per raccogliere "insights for the automaker’s marketing, product development, vehicle features and engineering."
Il sito non è ancora live, ma si legge che è stato realizzato utilizzando la piattaforma di Passenger, società la cui mission è:
Passenger’s vision is to change the way companies collaborate with their customers, stakeholders and peers across social, geographic and organizational boundaries.
We believe that our customers will help shape the future of our business, and welcome the opportunity to show you why the world’s most innovative brands use Passenger to collaborate with their customers.
Tra le cose notevoli presenti sul sito di Passenger vale la pena menzionare il link ad un articolo che il Wall Street Journal dedica al tema della interazione azienda/consumatore: "The New Focus Groups: Online Networks".
Continuando a fare un po’ di ricerche con Google ho visto che non sono il solo a ritenere che la campagna abbonamenti di Altroconsumo sia borderline con lo spam, ma c’è anche chi in passato da abbonato si è trovato in una situazione quantomeno spiacevole.
Ma soprattutto mi sono accorto che ci sono un gran numero di post che meravigliano l’offerta di abbonamento + regali di Altroconsumo. Incuriosito sono andato a vedere e mi sono reso conto che quasi sempre si tratta di post molto simili tra loro che contengono un link che rimanda al sito Programmavantaggi.it.
La cosa si spiega molto facilmente: il link è gestito mediante Tradedoubler e quasi sicuramente il referral in caso di abbonamento riceve qualche euro di ricompensa; a fugare ogni dubbio ci pensa un post del blog "Soldi per te" che dichiara che:
Per ogni abbonamento di un nuovo cliente tramite questo banner vi saranno riconosciuti 3,00 € a sessanta giorni.
Ovviamente tutto questo è perfettamente legale, ma ancora una volta avrei preferito che un’associazione/rivista che ha come obiettivo la tutela del consumatore, utilizzasse una strategia diversa, per esempio partecipare alle discussioni su blog e forum, ovvero guadagnarsi anche in rete una forte autorevolezza e quindi facendo leva su questa, nuovi abbonati.
Premessa: non conosco a fondo la rivista Altroconsumo avendola sfogliata non più di un paio di volte, immagino sia fatta con grande cura e sia di grande utilità per chi la legge, e che quindi tenga fede al 110% a quanto dichiarato nell’header del loro sito promozionale:
Indipendente. Efficace. Dalla tua parte. Altroconsumo, associazione di consumatori con 300.000 Soci e più di 35 anni di attività ed esperienza, ha un unico obiettivo: promuovere e tutelare gli interessi e i diritti dei consumatori. Attraverso l’informazione, la consulenza e la rappresentanza presso le istituzioni.
Proprio la frase: "promuovere e tutelare gli interessi e i diritti dei consumatori" mi sembra però che sia in forte contrasto con la strada scelta dall’associazione per promuovere l’abbonamento alla rivista (che di fatto comporta l’associazione ad Altroconsumo) che è l’oggetto di questo post.
Oggi (ma mi arriva regolarmente ogni anno) mi è arrivata una pingue busta contenente la solita paccottiglia del direct marketing più becero:
- lettera in Courier (effetto macchina da scrivere) firmata in finto inchiostro dal "Responsabile relazioni con i soci"
- assegni (sic) regalo che mi danno diritto a ricevere alcuni prestigiosi omaggi/vantaggi
- busta preaffrancata con invito a spedire "al più presto per assicurarsi i vantaggi a lei riservati"
Volendo approfondire ho digitato su Google "altroconsumo" ottenendo oltre ai risultati, un annuncio AdWords che propone:
Altroconsumo - Offerte
www.AltroConsumo.it Tutela i tuoi interessi. Consulenze e 2 mesi gratis. Iscriviti online!
Cliccando si accede ad una landing page (prego notare il dominio "programmavantaggi.it"…) che sostanzialmente offre le stesse cose, cioè, gli stessi vantaggi proposti dal mailing (tranne lo sconto che nel mailing è l’80%, mentre online è "solo" del 50%).
Gli aspetti di questa promozione che non condivido in assoluto e ancor meno condivido vista la dichiarazione di intenti di Altroconsumo sono, in ordine di priorità:
1) la mancanza di chiarezza sul costo dell’abbonamento;
2) la leva ad abbonarsi non basata sulla qualità del prodotto/servizio ma sull’appeal dei gadget di scarsa qualità;
3) la scarsa attenzione nei confronti delle persone per quanto riguarda il trattamento dei dati personali.
Vediamoli uno per uno:
1) la mancanza di chiarezza sul costo dell’abbonamento è davvero imperdonabile e se sul cartaceo con un po’ di pazienza si riesce a capire che per i primi 12 mesi il costo sarà di € 5,25 per trimestre, anzichè € 26,45, sul web è più complicato, in pratica nella homepage di Programmavantaggi.it non è presente da nessuna parte il costo dell’abbonamento, per saperlo bisogna cliccare un link "Da sapere" che rimanda ad una pagina dove sono presenti 2 tariffe trimestrali di abbonamento.
Innanzitutto perchè mettere la tariffa trimestrale se l’abbonamento è annuale? perchè si può pagare trimestralmente? o forse perchè 12,95 "fa meno paura" di 51,8? (e poi una cosa che non ho capito: perchè se la tariffa piena sarebbe €26,45 con lo sconto 50% diventa €12,95? non sarebbe dovuto essere €13,225?).
E poi che senso hanno le 2 tariffe? da cosa sono determinate (in realtà leggendo attentamente si legge che la più costosa include una ulteriore rivista)? e soprattutto: dove le scelgo?
Quindi indefinitiva sia sulla carta che sul web per capire quanto mi costerà abbonarmi/associarmi è un’impresa, cosa a mio avviso poco adatta ad un’associazione che ha come ragion d’essere quella di aiutare i consumatori a compiere scelte di acquisti e consumo consapevoli.
2) il punto sul fatto di far la leva non sulla qualità del prodotto/servizio ma sull’appeal dei gadget è a mio avviso grave perchè Altroconsumo avrebbe il dovere di mettere in guardia contro questa pratica di invogliare all’acquisto (che quindi non è più consapevole ma forzato) tramite l’offerta di gadget che spesso sono di qualità discutibile.
I gadget che dovrebbero incentivare ad abbonarsi sono 2:
- videocamera digitale
- penna laser USB
Sulla seconda non ho granchè da dire, si tratta di una penna a sfera, dotata di puntatore laser e ben 128 Mb di memoria, molto simile a questa che negli USA viene venduta a $18.49 (cioè meno di €12,00); personalmente non ci vedo una grande utilità e soprattutto oggi come oggi 128 Mb sono davvero miseri…
La videocamera digitale (che nel mailing cartaceo è ovviamente "straordinaria") ha un CCD da 300.000 pixel (ovvero 0,3 Mpixel), guardando su Monclick.it la video camera più economica è una Mustek da 3,1 Mpixel (cioè 10 volte il numero dei pixel…) che costa €63,91.
Quindi considerando che Altroconsumo di questi oggetti ne comprerà diverse migliaia presumibilmente direttamente dal produttore o al limite dall’importatore, è lecito supporre che il reale valore dei 2 gadget è di pochi euro,cosa comunque legittima e giustificata dal fatto che tutto sommato l’abbonamento, almeno al primo anno e per chi ha ricevuto il mailing, è di €21,00.
Le domande che mi faccio sono: ma Altroconsumo si sente veramente di raccomandare questi prodotti? se dovesse recensirli, che giudizio ne darebbe?
3) sul fronte del trattamento dei dati personali a mio avviso Altroconsumo mette in atto delle policy non particolarmente favorevoli per le persone sia sul carteceo che online.
Innanzitutto vorrei sapere in base a quele permission Altroconsuo mi abbia inviato la busta, io sono certo di non avergli mai conferito nè i miei dati nè tantomeno l’autorizzazione a inviarmi alcunchè, quindi si tratta di "spam";
La cosa più fastidiosa però è che, sia online che nel cartaceo, nella "Garanzia di riservatezza" si legge:
Se tu acconsenti, i dati potranno inoltre essere utilizzati da Altroconsumo Nuove Edizioni srl e dall’associazione Altroconsumo per proporti altre pubblicazioni o servizi rivolti ai consumatori. Se non sei interessato a queste iniziative, ti preghiamo di barrare l’apposita casella sul modulo di adesione.
L’espressione del consenso a questo ulteriore trattamento dovrebbe comportare un atto da parte dell’utente e non viceversa essere necessario compiere un atto per non consentire.
Se questa cosa può essere fastidiosa quando viene commessa da un’azienda, lo è ancora di più quando viene commessa da un’associazione che ha come missione la tutela del consumatore.
Ci sarebbe una quarta cosa migliorabile: il mancato inserimento della partita IVA nella homepage del sito, come invece stabilisce la risoluzione n. 60 del 16/05/06 dell’Agenzia delle Entrate [download PDF].
Quindi, non solo non mi abbonerò/associerò ad Altroconsumo, ma questo approccio cheap e dal mio punto di vista poco serio e ai limiti dell’offensivo (la mia reazione è stata "ma non penserete mica che mi abboni per avere una telecamera da 0.3 Mpixel, vero?") mi hanno lasciato una pessima percezione di Altroconsumo, e personalmente non sono disposto a ricevere consigli e in alcuni casi addirittura farmi rappresentare da chi mi approccia in questo modo.
Peccato, perchè io mi ritengo un "consumatore critico" e quindi potenzialmente interessato ad Altroconsumo, però per guadagnarsi il mio interesse prima e la mia adesione dopo ci sarebbe voluto un sobrio pacchetto contenente:
- 1 numero della rivista;
- una dettagliata descrizione dell’associazione, della rivista e dei servizi offerti;
- una chiara descrizione delle condizioni di abbonamento promozionali;
- una password temporanea per accedere ai contenuti del sito riservati agli iscritti/abbonati;
- una dichiarazione sul fatto che questo sarà l’unico contatto a meno di mia esplicita richiesta.
Così non solo avrei percepito meno l’invasione del mailing non richiesto ma avrei potuto anche apprezzare i contenuti (che mgari ci sono anche, ma a questo punto credo non lo saprò mai), e magari mi sarei anche abbonato.
p.s.
guardando il sito di Altroconsumo per scrivere questo post, ho visto che grazie ad una loro segnalazione il garante "ha deciso di aprire un procedimento per pubblicità ingannevole nei confronti di Nabaztag/tag, lo stravagante coniglio Wi-fi".
Cari signori di Atroconsumo, di questi tempi per un consumatore sapere che un’associazione di tutela dei consumatori ha deciso di occuparsi dello "stravagante coniglio Wi-fi" equivale al consiglio di mangiare le brioche che Maria Antonietta diede a chi lamentava la mancanza del pane…
Ancora oggi stimate agenzie propongono ai loro clienti di fare un advergame tipo "memory": l’utente dovrebbe divertisrsi a scoprire e abbinare le coppie uguali (solitamente prodotti dell’azienda) per ottenere l’immagine finale (per esempio il logo dell’azienda)…
Fortunatamente c’è anche chi si spinge oltre, molto oltre, come per esempio Coca-Cola che per la sua Coke Zero ha pensao in grande stile con "The Cok Zero Game": nei panni del protagonista e aiutato da un’avvenente bionda bisogna raggiungere uno stadio per assistere all’evento dalla Coke Zero Lounge.
La cosa che colpisce è la qualità della progettazione e soprattutto della realizzazione. non tanto per le attività in seè che non sono particolarmente complesse, ma per il fatto che viene fatto largo impiego di video, chiaramente girato ad hoc per questo progetto (che quindi avrà vuto un costo di realizzazione quanto meno paragonabile a quello di un classico 30").
E’ un segnale di come ci siano aziende che hanno capito che, come le nozze, anche internet non si fa con i fichi secchi…
E allora vieni e parliamone!
E’ questo quello che devono aver pensato Dell e Starbucks quando hanno lanciato rispettivamente "Dellstorm" e "MyStarbucksIdea".
Si tratta di 2 iniziative piuttosto simili con le quali Dell e Starbucks vogliono chiedere ai propri principali stakeholder, ovvero i loro consumatori, come migliorerebbero i prodotti e l’esperienza complessiva.
Nel caso di Dell si capisce che la maggior parte dei partecipanti è gente che di computer ne capisce… molto chiedono che sui PC non siano installate applicazioni di crapware e/o trialware, altri che ci sia l’opzione per avere Ubuntu pre-installato, etc.; in quello di Starbucks molto commenti invece riguardano aspetti quali la possibilità di avere una "carta fedeltà" evoluta che permetta ai regular users di ordinare senza problemi la loro bevanda preferita in tutto il mondo, di saltare la coda, etc.
In entrambi i casi quello che si realizza è un diverso rapporto tra azienda/marca e persone/consumatori, dove i primi riconoscono ai secondi il "diritto" a proporre idee sulla base di una "competenza" acquisita acquistando e utilizzando i prodotti e i servizi offerti.
Non conosco esempi italiani di collaborazione così esplicita e soprattutto paritetica, e per quella che è la mia esperienza personale ho paura che passerà ancora un po’ di tempo prima di vedere qualcosa del genere qui da noi.
[via Web Strategy by Jeremiah]
Mi sono registrato al sito della nuova Alfa Romeo Mi.To e quando ho cliccato sul link contneuto nella mail di conferma mi è apparso questo messaggio:
Penso che sia il più bel messaggio di errore mai letto…
vergogna è ciò che provo pensando a quanto poco ho scritto sul blog in quest’ultimo tempo.
Le scuse non mancano: il lavoro, la famiglia, il tennis (forse sarebbe meglio postare…), etc., però ce n’è una che vale davvero ed è stupendamente rappresentata da questo post: "Question your work".
Questa tabella andrebbe imparata a memoria e spuntata ogni giorno: