Ammetto di essermi avvicinato a FB con un po’ di perplessità e che tutt’ora non sono certo un advanced user, ma al tempo stesso è evidente la capacità di coinvolgimento di questo strumento (che tra l’altro mi ha permesso di rientrare in contatto con un amico di infanzia).
Adesso su Repubblica.it leggo un articolo su Facebook Connect, ovvero un sistema di "passport" che consentirà non solo di entrare con le credenziali di FB su diversi altri social network, ma soprattutto di "importarvi" automaticamente la rete di relazioni intessuta su FB.
Al di là delle ragioni di questa mossa (secondo l’articolista sarebbe la ricerca di nuove fonti di introito), la cosa a mio avviso interessante è che sta succedendo per i social network quello che è successo per i blog: ad una fruizione "puntuale" (vado su un blog, leggo e commento, oppure vado sul mio blog, scrivo e rispondo ai commenti di altri) se ne è aggiunta, ma meglio dire sostituita, una più "liquida", dove la lettura, la scrittura e l’interazione avviene mendiante l’interfaccia neutra dell’aggregatore di feed RSS (che ormai è riduttivo chiamare così).
Anche per i social network io penso ad un futuro liquido, di interoperabilità tra piattaforme più o meno deidcate (es., Flickr per le foto) fruite non attraverso l’interfaccia proprietaria mostrata in un browser, ma mediante applicazioni desktop che organizzano tutte le informazioni in ingresso (feed RSS, feed Twitter, aggiornamenti di status su FB, etc.) e in uscita (nuovi post, nuove foto uploadate, commenti, etc.). Chiaramente questa apps saranno fruibili su tutti i device inclusi telefono mobile e soprattutto TV e piattaforma di gaming (la killer app dei SN è la chat in tempo reale con gli amici mentre tutti si vede lo stesso spettacolo).
E in tutto questo la pubblicità? Sarà il vero elemento di decisione, perchè si aprono scenari clamorosi, per esempio la pubblicità potrebbe essere servita dall’applicazione, o addirittura - e sta qui la parte più disruptive - dall’hardware (nel caso per esempio della TV un chip con accesso a internet potrebbe servire la pubblicità sulla base del profilo dell’utente e del contenuto).

…poi dicono che Orwell sparava ca**ate !!!
Comment by cletus — December 10, 2008 @ 3:02 pm
Mi spiace, non sono daorccdo.Perche8 prima di tutto, prima dell’alimentazione sana o di una dieta, viene il rispetto e l’amore per se stessi. Se continui a vederti brutta, con la tua ciccia in pif9, non farai mai una dieta sana. Sarai sempre schiava dell’alimentazione sbagliata, di diete drastiche che ti portano a perdere peso in fretta o non ti danno alcun risultato, e quindi, ricominci da capo a fare abbuffate e oppure a non mangiare affatto. Perche8 finche8 non ti vuoi bene non capirai mai che il cibo non e8 un bisogno ma un rifugio. La prima cosa e8 accettarsi ed AMARSI ANCHE con i chili di troppo. E DOPO, ma solo DOPO puf2 venire la consapevolezza della ricerca di una dieta pif9 sana che, come risultato, porta anche a un miglior peso forma e tutto il resto. Ma se PRIMA di questo non ci si accetta per quel che si e8, non si riusciranno MAI a vedere le cose oggettivamente. Credo che questo sia il punto focale. Non l’orgoglio ciccia. Ma il rispetto e l’amore per te stessa MALGRADO la ciccia. Perche8, sec, anche con la ciccia pif9 essere bella. Poi si puf2 parlare di salute e regime alimentare.I problemi alimentari non sono mai originati da una questione puramente estetica. Dietro c’e8 sempre qualcosa: un disagio, una carenza, delle paure Se non si parte dalla mente non si arrivere0 MAI al corpo. Iniziamo a dire voletevi bene cosec come siete e poi iniziamo delle campagne di educazione alimentare, che vanno perf2 insegnate nelle scuole. Va insegnato ai bambini fin dalla pif9 tenera ete0 cosa e8 giusto e cosa e8 sbagliato, a godersi le schifezze quando uno, giustamente, ne ha voglia, ma ad apprezzare anche la cucina sana e regolare.
Comment by Hana — September 19, 2012 @ 4:17 am
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Comment by ntcowryw — September 21, 2012 @ 5:41 pm