Design, Marketing, ArteNovember 21, 2006 6:34 pm
Il tema della mass customization, ovvero della possibilità di personalizzare beni di consumo di massa, ha molte affinità con quello del bottom-up brand management, e a mio avivso si riallaccia al mio post di ieri sul brand book 2.0, cioè sull’opportunità per le aziende di definire dei linee guida di brand management più che delle regole rigide per permettere agli utenti di personalizzare i prodotti restando all’interno dell’equity della marca.
Federico contribuisce all’argomento suggerendo che il "classico" brand book "prescrittivo" non deve sparire, ma si deve dotare di una parte "generativa" nella quale rendere disponibili gli elementi base della brand architecture e magari anche dei tools veri e propri (es., famiglie di caratteri, elementi da embeddare nel proprio sito, etc.), il punto è correttissimo e rimette le cose in una prospettiva più malleabile per le aziende abituate ad un brand management top-down.
Un buon esempio di questo approccio viene da Motorola che nel tentativo di associare alla propria marca il concetto del "colore", ha lanciato sul suo sito USA tre iniziative molto interessanti.
La prima è pensata per permettere all’utente di scegliere il proprio telefono nel colore che meglio si sposa con il proprio stato d’animo ("The mobile to match your mood").
Alla base c’è un tool grafico che permette di creare dei disegni semi-random: l’utente sceglie il colore da una palette predefinita, quindi cliccando e trascinando il mouse il sistema genera delle forme non del tutto predicibili e intanto mostra all’utente la scelta di telefoni che meglio si addicono all’opera d’arte che sta creando.
Il risultato può quindi essere salvato ed esportato come desktop + screensaver per il PC o come sfondo per il cellulare, qui sotto trovate un esempio dell’output che si riesce ad ottenere:
La seconda, MAKEITMYMOTO, è un po’ meno spettacolare ma ancora più radicale in quanto consiste in un software da scaricare ed installare sul proprio PC mediante il quale creare degli adesivi da attaccare sul proprio telefono Motorola.
Si tratta evidentemente di un perfetto esempio di mass customization in quanto il risultato sarà veramente unico dal momento che è possibile importare immagini, miscelare colori, etc.
Per i più pigri (o meno creativi) sono comunque disponibili dei layout già pronti da stampare e attaccare, per esempio con i colori e i simboli delle squadre della NFL.
La terza iniziativa è KALEIDOSCOPE, una applicazione online realizzata con l’online artist Joshua Davis che permette di creare opere d’arte utilizzando la metafora del caleidoscopio.
Anche in questo caso il risultato può essere salvato ed esportato per personalizzare il PC e/o il cellulare
La cosa interessante è che tutte e tre le iniziative fanno leva 2 concetti: colore e personalizzazione che a loro volta si traducono in attributi di marca di modernità, hipness, fuori dagli schemi, etc.
Questa ridefinizione della brand perception di Motorola, che prende le mosse dal nuovo corso del product design voluto da Jim Wicks, VP Consumer Experience Design (articolo su FastCompany), sta ridando lustro ad un’azienda storica (circa 80 anni di storia), che disponeva di un’ottima reputazione buona per la fase "solo business" del mercato dei telefoni cellulari, ma di un basso "cool factor", indispensabile per avere successo in un mercato dove il cellulare è spesso visto alla pari di un accessorio di moda.