Experience, MarketingMarch 21, 2008 12:33 pm

Ancora oggi stimate agenzie propongono ai loro clienti di fare un advergame tipo "memory": l’utente dovrebbe divertisrsi a scoprire e abbinare le coppie uguali (solitamente prodotti dell’azienda) per ottenere l’immagine finale (per esempio il logo dell’azienda)…

Fortunatamente c’è anche chi si spinge oltre, molto oltre, come per esempio Coca-Cola che per la sua Coke Zero ha pensao in grande stile con "The Cok Zero Game": nei panni del protagonista e aiutato da un’avvenente bionda bisogna raggiungere uno stadio per assistere all’evento dalla Coke Zero Lounge.
La cosa che colpisce è la qualità della progettazione e soprattutto della realizzazione. non tanto per le attività in seè che non sono particolarmente complesse, ma per il fatto che viene fatto largo impiego di video, chiaramente girato ad hoc per questo progetto (che quindi avrà vuto un costo di realizzazione quanto meno paragonabile a quello di un classico 30").

E’ un segnale di come ci siano aziende che hanno capito che, come le nozze, anche internet non si fa con i fichi secchi…

Web 2.0, ExperienceJanuary 8, 2008 7:00 pm

I "musei" sono per luoghi epserienziali per definizione, alcuni più di altri (es., l’Exploratorium di San Francisco), ma in effetti si tratta per lo più di esperienze personali o meglio ancora individuali e spesso destinati più alla conservazione dle sapere che non alla generazione.

Nina Simon invece crede che per i musei sia ora di immaginare una versione "2.0", che proprio come per il web si propone come una radicale trasformazione che li veda passare "from static content authorities to dynamic platforms for content generation and sharing."
Un altro punto molto importante è il fatto che secondo Nina "visitors can become users, and museums central to social interactions."

Per trattare questo tema "ovviamente" Nina ha iniziato un blog chiamato appunto Museum 2.0.

[Via Experientia]

Personali, Web 2.0, Experience, MarketingDecember 14, 2007 12:26 am

E’ ormai un bel po’ che non pubblico un "vero" post, la causa è esattamente quella descritta da Mauro: un finale d’anno bello intenso ma con diversi segnali positivi su diversi fronti.

Negli ultimi tempi nella inbox si sono accumulati un bel po’ di spunti per una serie di post che probabilmente non farò mai, però almeno qualcuno di essi credo sia utile citarlo:

The New Advertising Outlet: Your Life
Un bellissimo e illuminante articolo del NYT sul nuovo approccio di Nike ai media, approccio riassumibile in questa frase di Trevor Edwards, corporate VP di Nike for global brand and category management: "We’re not in the business of keeping the media companies alive, we’re in the business of connecting with consumers."

Viral Campaigns Get Personal
Articolo meno illuminante e radicale del precedente, ma comunque un bello spunto su come mettere insieme alcuni temi temi assai caldi: personalizzazione, co-gestione del brand e viralità.

Web Videos Stealing TV Viewers, and Marketers
The Birth of the "Video Web"
Due articoli sulla fruizione di contenuti video sul web, fenomeno molto interessante per tutte le implicazioni su tutti i fronti: dalla fruizione dei contenuti, alle opportunità per gli investitori, fino alle minacce per i content providers (L’artciolo inizia con la domanda/risposta: "WHY are fewer viewers watching the new fall television series? Perhaps because they are too busy watching video online.")

Social Media Goes Mainstream
Ottimo articolo che a mio avviso meriterebbe di essere esteso fino a diventare un libro. Tocca tutti i temi dei "social media" e soprattutto contiene uno schema che esemplifica perfettamente la quantità di attori, interazioni, piattaforme, formati, etc.

Cycle of a Fan
The Traditional Marketing Funnel Is Dead
Due articoli con ottimi spunti sul tema dell’engagement tra marca e persone.

Approach to create experiences
Giuro che i miei progetti del 2008 li affronterò con questo approccio.

The Ten Most-Ignored Email Best Practices
Nessuna rivelazione, ma un’utile check-list per attività di  e-mail marketing (so che non sta bene auto-incensarsi ma l’ultima che ho maato alla user base che gestisco ha avuto un tasso di apertura prossimo al 92%…).

E per finire 2 statement che finirò per stampare e attaccare al muro dell’ufficio:
"Crave input, stay curious"
"I believe advertising is the tax you pay for being unremarkable." Robert Stephens, Founder, Geek Squad (da un post di FC Now, il blog di Fast Company).

Mi sento meglio ad aver smaltito un po’ degli spunti accumulati negli ultimi tempi, certo che adesso ci vuole un buon proponimento per il 2008 per tornare a postare almeno 3 post alla settimana e 1 bookmark al giorno…

Design, ExperienceAugust 31, 2007 4:27 pm

Mercedes ha realizzato una feature, denominata "Search and Send", per i prossimi navigatori satellitari montati sulle proprie auto che permetterà di creare percorsi utilizzando Google Maps e quindi uploadarli sul proprio navigatore.

Non si se sia corretto definire questa feature un mash-up, ma mi sembra molto interessante il tentativo di estendere le funzionalità di un device tendenzialmente "chiuso" come un navigatore satellitare (per di più onboard) con quelle di un sistema "aperto" come le Google Maps.

(via Autoblog)

Web 2.0, Experience, Marketing, Bottom-Up Brand MgmtJuly 4, 2007 11:43 pm

Il sito Have Fun Out There è il modo con il quale Jeep ha chiesto ai propri fans di raccontare cosa significa possedere e soprattutto usare una Jeep.
Per farlo è sufficiente uploadare una foto o un video servendosi di Flickr, YouTube o Facebook allegando una breve didascalia e il gioco è fatto: la propria foto è pronta per esser eusata per comporre un mosaico formato dalla foto dei diversi utenti.

A mio avviso l’idea è molto buona ma non eseguita perfettamente, non fosse altro perchè non permette all’utente di cercare la propria foto magari per inviarla ad un amico. Inoltre mancano strumenti di social networking quali per esmepio la possibilità di vedere chi altri ha la stessa Jeep, oppure di trovare utenti che abitano vicino per organizzare gite in fuoristrada, etc.

Personali, ExperienceJune 23, 2007 9:48 am

Una bella newsletter mi informa che:
E’ finalmente giunto il momento tanto atteso da tutti gli appassionati del Cavallino Rampante che da oggi potranno avere a loro disposizione un canale tematico interamente dedicato alla Ferrari. La prima Web Tv Ferrari, nasce proprio con l’intento di celebrare il 60° anniversario della Casa di Maranello attraverso le immagini più significative di questo straordinario percorso!
Purtroppo per accedere è necessario avere un computer con s.o. Microsoft e installarsi un eseguibile (GPTV.exe), quindi almeno da casa non posso provare la Web TV Ferrari.

Per gli appassionati di motori segnalo invece la Web TV di Motorionline (affilliata al portale Leonardo.it) che senza particolari plug-in e con una bellissima interfaccia offre tanti contenuti "on demand".

Design, Experience, MarketingJune 11, 2007 11:20 pm

Segnalo questo bell’articolo da Core77 sull’importanza dell’experience design, in particolare ho trovato centratissima l’esortazione rivolta alle aziende affinchè si dotino di una "experience strategy" che porti a concepire i prodotti come "necessary artifacts to address customer needs" inseriti però in un ambito più ampio, appunto quelo della user experience.

Personali, Web 2.0, Experience, MarketingMay 3, 2007 11:00 am

Tra impegni di lavoro e ponti, è un po’ che non aggiorno il blog e la cosa mi dispiace.
Non che manchino gli spunti, anzi, ecco una lista di post e di articoli che mi sono salvato con l’intenzione prima o poi di parlarne sul blog:
Customer experience definitions: The finale (l’ultimo di una serie di post dedicati a definire la "customer experience")
Social Media Disrupts All Company Communication (un breve post sugli effetti dei social media sulla comunicazione aziendale)
Blinded by the Apple iPod (se avessi tempo e soprattutto ne fossi capace scriverei un libro su quello che io definisco "l’effetto iPod", cioè sugli impatti che questa scatoletta piena di circuiti ha avuto su diversi ambiti, questo post sottolinea come l’iPod sia stato un unicum nella storia dell’affermazione di un prodotto e ciò nonostante sia la chimera alla quale tutti cercano di rifarsi, sia che producano auto che biscotti)
The Conversation Age (un breve post che ha lo scopo di lanciare il progetto di un ebook sulla "conversation economy", l’idea è quella di afere 100 contributi)
Did The Internet Save the Superbowl Ad?
(un post dedicato agli spot "user generated" che sono stati programmati durante l’ultimo SuperBowl)

Design, Experience, MarketingApril 5, 2007 11:59 pm

Da Autoblog USA segnalo questo articolo del New York Post che tratta di alcuni porgetti che stanno coinvolgendo i taxi di New York.

Il più avanzato è eTaxi (purtroppo non ho trovato il sito) che infatti è già in fase di test su 200 taxi.
Il sistema prevede un touch-screen installato nella parte posteriore dell’abitacolo mediante il quale i passeggeri possono accedere ad alcune informazioni (es., previsioni meteo) e pagare la corsa servendosi della propria carta di credito.

Il secondo progetto si chiama NY10 e nasce da una partnership tra la rete televisiva NBC e Clear Channel Taxi Media, la divisione specializzata in advertising sui taxi del broadcaster radiofonico Clear Channel.
Questo progetto ha un taglio decisamente più "televisivo", ma è comunque possibile accedere ai sito online del network NBC e di ricevere informazioni geo-localizzate; anche qui è integrato un sistema di pagamento via carta di credito.

Entrambi i progetti prevedono un vero e proprio sistema di "ad-serving" che, grazie al GPS, è in grado di mostrare pubblicità geo-localizzate.

Business, Experience, MarketingMarch 14, 2007 11:00 pm

Un aggiornamento al post sugli Apple Store: sul blog di Adaptive Path ho trovato questo post che citando un articolo del NYT arriva alla conclusione del perchè CompUSA medita di chiudere un centinaio di negozi mentre Apple pianifica di aprirne altri:
"CompUSA fails because it plays in the commodity-and-low-margin space, squeezing as much as it can out of efficiencies and low labor costs; it is unable to compete with online retailers who can discount even further. Apple succeeds because it plays in the experience-and-high-margin space, providing tantalizing environments that compel visits."
Quindi a fare la differenza dal punto di vista del business sono degli intangibili come il design e l’esperienza complessiva e non il prezzo.

Business, Experience, MarketingMarch 13, 2007 12:50 am

Leggendo questo articolo su CNNMoney.com sembra proprio di si, e quello che alcuni avevano prospettato sarebbe stato solo un investimento in comunicazione o addirittura un bagno di sangue sembra un’altra mossa stra-azzeccata da parte del divino Steve.

Al di là delle considerazioni sulla reddittività per metro (piede) quadro, mi piace l’approccio seguito per decidere il design:
"rent a warehouse and build a prototype of a store, and not, you know, just design it, go build 20 of them, then discover it didn’t work"

Ma ancora di più mi piace l’approccio "think different", per cui se devi costruire un "negozio diverso" non guardare agli altri negozi ma a qualcosa di "realmente diverso", per esempio un albergo:
"When we launched retail, I got this group together, people from a variety of walks of life," says Johnson. "As an icebreaker, we said, ‘Tell us about the best service experience you’ve ever had.’" Of the 18 people, 16 said it was in a hotel. This was unexpected. But of course: The concierge desk at a hotel isn’t selling anything; it’s there to help. "We said, ‘Well, how do we create a store that has the friendliness of a Four Seasons Hotel?’" The answer: "Let’s put a bar in our stores. But instead of dispensing alcohol, we dispense advice."
Quindi: prima ancora di pensare al design di layout, mobili, etc. si è pensato al design dell’esperienza da far vivere ai visitatori.

Personali, Design, Experience, Marketing, Inutili, AppleJanuary 9, 2007 7:04 pm

Ho un foglio sul quale ho scritto un po’ di cose da fare nel 2007, una colonna ha il titolo "Da comprare" e sotto, oltre a un po’ di cose "necessarie" (devo fare un revamping del guardaroba se voglio continuare ad essere lasciato entrare in azienda alla mattina…) ci sono anche cosette sfiziose (navigatore, iPod Nano con sensore Nike, etc.).

Perchè vi dico questo? Perchè sto seguendo il live reporting del keynote speech di Steve Jobs dal MacWorld e la lista sta cambiando vertiginosamente seguendo il ritmo di presentazione dei nuovi gadget, ehm prodotti Apple:
- iTV
- iPhone (o come si chiamerà, forse semplicemente "iPod"?)
- altro che saprò stasera visto che devo uscire… non vedo l’ora di rimettermi davanti al computer per vedere cosa sarà sugli scaffali dell’Apple Store (adesso c’è il classico "We’ll be back soon.")

E poi ovviamente quando uscirà bisognerà fare l’upgrade a Leopard…

Update
eccomi di nuovo davanti al computer, leggendo il report del keynoye ho visto che anche se non ci sono stati altri annunci di prodotto oltre a AppleTV e iPhone, un annuncio importante c’è stato comunque: dalla ragione sociale di Apple è sparito il termine "computer, quindi non più "Apple Computer Inc." ma "Apple Inc.".
Pare che questo cambiamento storico sia stato sottolineato da Jobs usando un’espressione molto felice del campione di hockey Wayne Gretzky: "I skate to where the puck is going to be, not where it has been"; chiaramente il riferimento è al fatto che ormai e sempre di più Apple giocherà la sua partita (anche) nel settore dell’home entertainment o ancora meglio della "connected home".

Guardando le pagine di Apple.com mi sono fatto queste idee dei due nuovi prodotti:
AppleTV: sicuramente è un gadget interessante, ma per i miei gusti un po’ troppo orientato alla TV "differita", non lo vedo come rivoluzionario e le specifiche potrebbero essere migliori (perchè dotarlo di un HD da 40 Gb?), personalmente mi attendevo maggiori capacità di bridging tra internet e TV più spinte, e soprattutto più orientate alla "TV live".
iPhone: per design e feature è un prodotto straordinario, vorrei averlo qui e subito, punto. L’unica cosa che non mi piace è il nome, io avrei continuato a chiamarlo iPod (al limite iPod Phone), innanzitutto per sfruttare un brandname che ormai è diventato un lovemark planetario, e poi per non mettere questo oggetto sullo stesso piano di tutto il ciarpame (con poche eccezioni) che popola il mercato dei telefoni cellulari.
E’ vero che il termine "iPod" ormai è diventato per antonomasia sinonimo di lettore di musica digitale, però ciò che lo distingue dalla concorrenza non è nè la qualità audio (che pure pare non essere male), nè la quantità di feature presenti, ma l’eleganza progettuale complessiva, il design iconico e la facilità d’uso che diventa piacevolezza (chi ha un iPod si sarà certmente trovato a far scorrere il pollice sulla click-wheel per il puro piacere di farlo) elementi che nell’iPhone sono portati ad un livello spettacolare (foto e demo dal sito Apple.com).
In Europa dovrebbe arrivare alla fine del 2007 e non costerà certo poco: presumibilmente attorno a €500 (quindi tanto ma non di più di uno dei tanti inguardabili "smartphone" che dopo l’iPhone sarà bene rivattezzare "dumbphone"…).

Experience, SocietàJanuary 6, 2007 2:06 am

Leggo su "La Repubblica" online che il MIT ha deciso di rendere pubblici e accessibili via internet i materiali didattici dei propri corsi.
Bella iniziativa, non c’è che dire, ma perchè nell’articolo di Repubblica non c’è nessun link?
Forse perchè l’articolo è nato per la versione cartacea ed è stato pubblicato online pari pari senza che nessuno si premurasse di integrarlo con i link ai siti citati?

Tra l’altro nell’articolo il nome del progetto è scritto erroneamente: "Open Corse Ware", mentre in realtà è "Open Course Ware", un altro elemento che sa di trasandatezza e che non aiuta nella ricerca su Google della fonte (che per chi è interessato è qui).

Vittorio: se sono ancora nei tuoi feed (lo avevi detto sul blog di Mauro che mi ci avresti messo) puoi dare qualche spiegazione?

Personali, Business, ExperienceDecember 22, 2006 10:32 pm

Voglio segnalare il negozio online di abbigliamento Dressup per l’ottima esperienza d’acquisto avuta:
invogliato anche da un buono sconto del 10% e dalla spedizione gratuita per ordini di importo superiore a €120, martedì 19 dicembre verso mezzogiorno ho piazzato un ordine per 3 polo Ralph Lauren e 2 camicie della stassa marca con pagamento contrassegno: il giorno dopo alle 11.30 il pacco è giunto presso la banca dove lavora mia moglie.
Immediatamente dopo aver fatto l’ordine mi sono arrivati un SMS e una e-mail di conferma con il numero dell’ordine e le istruzioni per il tracking (pleonastiche dal momento che il pacco è arrivato ancora prima che mi venisse la curiosità di sapere a che punto era l’ordine…)

Una volta aperto il pacco ho potuto constatare non solo la cura con cui era stata disposta la merce, ma anche che i signori di Dressup avevano inserito una biglietto con una "poesia" dedicata al primo acquisto (in cui simpaticamente menzionano le titubanze a sachiacciare il bottone di invio dell’ordine che in effetti ci sono state…) e una scatola di cioccolatini con altra poesiola questa volta di sapore natalizio.
Dimenticavo un particolare importante: i prezzi sono piuttosto buoni, per esempio una polo RL costa €53 (da scontare) mentre in negozio solitamente sono a €80/90.

 

Design, Experience, MarketingDecember 11, 2006 12:16 pm

Di Wii, la nuova console di Nintendo, tutti hanno detto molto bene dell’esperienza di gioco legata al controller sensibile al movimento, ma quasi immediatamente sono cominciate ad apparire nella blogosfera notizie di incidenti domestici causati dall’irruenza dei giocatori e forse da una cattiva progettazione del controller: in alcuni casi a farne le spese sono stati i televisori, in altri i giocatori o i loro amici.
Adesso da circa un mese è online Wiihaveaproblem.com, un blog dedicato a raccogliere gli incidenti di gioco con tanto di foto e video.

Nintendo ha già provveduto a irrobustire il laccetto da polso del controller e a pubblicare sul sito delle istruzioni ad hoc per giocare in sicurezza, inoltre proprio oggi sul blog è pubblicata una e-mail che Nintendo avrebbe inviato ai possessori di Wii per suggerire come giocare senza farsi male, per esempio di non lanciare il controller, di asciugarsi le mani quando cominciano ad essere sudate e di evitare "excessive motion during game play".

Sarebbe interessante sapere da qualche fonte interna a Nintendo in che misura i post relativi a questi  incidenti sono stati presi in considerazione, assieme alle chiamate al servizio clienti, per affrontare il problema.

Personali, Design, Experience, MusicDecember 2, 2006 12:03 am

Oggi sono andato a Bologna a ritirare la mia nuova Volvo V50 2.0D.
La macchina è molto bella (IMHO, ovviamente), soprattutto mi piacciono gli interni dal design molto scandinavo con la plancia sottile in alluminio; come optional oltre a FAP e vernice metallizzata sono presenti impianto audio "High Performance" e rails sul tetto, comunque trattandosi della versione Momentum sono già presenti numerosi accessori qualificanti come il cruise control e il climatizzatore automatico bi-zona.
L’immagine qui sotto l’ho "generata" con il configuratore del sito svizzero di Volvo (chissà perchè su quello italiano il configuratore non c’è più) e si avvicina molto alla mia:

Mi ha colpito la qualità dell’audio "High Performance" che prevede l’ingresso AUX utile per collegare l’iPod, per la cronaca il primo CD ad essere suonato è stato "The Remix Album" di Shirley Bassey.
In generale l’interfaccia uomo-macchina è molto ben studiata, anche se per la prima volta, e con un po’ di perplessità, ho trovato su un’auto il pannello "Preferenze" dove impostare in modo fine alcune funzionalità secondarie dell’auto.
Nel viaggio da Bologna a Parma ho potuto apprezzare il comfort (l’auto anche se diesel è piuttosto silenziosa) e la sensazione di solidità che comunque era già molto buona sulla V40.

Abbastanza impresssionante il passaggio da un motore 1.6 a benzina da 105 CV a uno 2.0 turbodiesel da 136: anche in sesta se si schiaccia l’auto riprende senza incertezze, cosa che mitiga almeno in parte l’assenza del cambio automatico (non disponibile sul 2.0D, di serie invece sulla D5 2.400 di cilindrata che costa oltre €5.000 in più). Infatti mi ero ripromesso che la mia prossima auto lo avrebbe avuto, peccato per questa incomprensibile scelta di Volvo (doppiamente incomprensibile se si pensa che questo motore è montato su diverse auto di altre marche, e in alcuni casi è possibile richiedere il cambio automatico, per esempio la Puegeot 407 ne può montare uno a 6 marce).

Una nota di merito per la concessionaria Volvo Auto Bologna e in particolare per il venditore che mi ha seguito, Matteo, che hanno reso quasi piacevole separarsi dalla mia vecchia (9 anni) V40 rossa e soprattutto da circa 26.000 euri…

Adesso, ma con calma, voglio cercare un navigatore satellitare che oltre a funzionare bene ed avere le mappe europee, soprattutto si deve integrare adeguatamente nell’abitacolo, magari evitando l’attacco a ventosa al parabrezza che mi ricorda molto il tristissimo porta-blocconote per auto tanto in voga negli anni ‘80.
Di sicuro NON farò la prova comparata fatta da Lele Dainesi di 4 navigatori: oltre a non voler andare in giro con quei 4 affari attaccati al parabrezza (anche in questo video lo fanno, con risultati davvero comici)n non porterò mai in giro i miei bambini sul sedile davanti senza cinture e magari con l’airbag attivato.
Forse però l’ideale sarebbe questa soluzione: una PSP che funge da navigatore GPS!

Design, ExperienceNovember 23, 2006 12:04 am

Quella della user experience riferita all’acquisto di un prodotto è una filiera abbastanza lunga e, soprattutto se il prodotto è di un certo valore e/o comporta un certo coinvolgimento emotivo, spesso è un’esperienza anche piuttosto gratificante.
Questo post di "Three minds @ Organic" si concentra su uno dei momenti più piacevoli: quello dell’apertura della scatola e quindi di abbattimento dell’ultimo diaframma che si frappone tra noi e la definitva presa di possesso dell’oggetto acquistato.
Io ho ben presente il momento in cui sono tornato a casa dall’ufficio sapendo che avrei trovato il pacco contenente il mio iMac, e memore delle sensazioni di piacevolissima sorpresa provate quando ho aperto la scatola del mio primo iPod, pregustavo il momento in cui avrei aperto il pacco, immaginandomi, come poi è stato, di trovare una perfetta disposizione dei vari componenti, i classici adesivi con i logotipi di Apple, etc., esperienza che si è conclusa degnamente con la comparsa di un bel "Welcome" appena acceso l’iMac.

 

Proprio perchè immaginavo che sarebbe stata un’esperienza piacevole ho fotografato tutte le varie fasi, creando così una delle "unboxing sequence" che ormai sono una presenza costante di blog quali Engadget e Gizmodo, fino ad arrivare a blog, come Unbox.it e Unboxing.com, dedicati interamente alla "unboxing ceremony".

Nel post in oggetto ci sono un paio di spunti interessanti, innanzitutto il fatto che le sequenze in qualche modo permettono di vivere l’esperienza di approccio ad un prodotto ambito anche quando questo non è ancora in nostro possesso, per esempio negli ultimi giorni sono fiorite le unboxing sequence relativa alla PS3 e alla Wii.
Ma lo spunto più interessante è questo e lo riporto per intero in inglese:
Unboxing is a component of the tribute media experience as loyal brand/product fans create, share and comment on social media to express their appreciation (or attack a competitor). Does unboxing help promote a consumer experience, we think so, and a lot of our clients are paying close attention to how a consumer feels about their product’s unboxing experience and the comments that ensue from the community - think of it as focus group, but without anyone influencing the opinion.

Adesso la domanda è: quante aziende italiane progettano l’esperienza dell’apertura della confezione dei loro prodotti con l’intento di farne un’esperienza memorabile che sia parte integrante della user experience complessiva?
Io ne conosco una: Fiordimela, azienda che vende online strudel di pasticceria consegnati a casa dentro una cassetta di legno e accuratamente confezionati (con tanto di sigillo di ceralacca) per garantirne integrità e fragranza.

Personali, ExperienceNovember 6, 2006 1:12 am

Poco fa ho ricaricato il mio telefonino personale utilizzando il servizio "Telericarica Più" di Vodafone.
L’esperienza complessiva è stata buona, anche se il sito forse necessita di qualche ritocco (io eliminerei tutto il Flash utilizzato per visualizzare informazioni e consentire interazioni che potrebbero essere rese meglio usabili utilizzando un buon sano HTML e magari un po’ di AJAX).
Al di là di questo aspetto, la perplessità e la paura che mi accompagna sempre quando comunico via web i dati della mia carta di credito (lo so, sono un provinciale) sono svanite quando ho ricevuto prima l’SMS dell’avvenuta attivazione del servizio, e quindi quello dell’avvenuta ricarica.
Un aspetto interessante del servizio è che chiede di specificare il taglio preferito della ricarica così da presentarlo come default quando si tornerà ad accedere al servizio. Questo è un piccolo dettaglio che a mio avviso migliora di molto l’usabilità e l’esperienza complessiva, e mi chiedo perchè non venga adottato anche dalle banche per i loro servizi Bancomat (infatti nel mio caso almeno 3 prelievi su 4 sono sempre della stessa quantità di denaro).

Design, ExperienceNovember 5, 2006 11:47 pm

Su uno dei miei siti preferiti in tema di "experience design" (che è la cosa di cui vorrei occuparmi, prima o poi), mi sono imbattuto in una singolare richiesta di aiuto: Frank Spillers, co-CEO di Experience Dynamics ha creato il "poster dell’usabilità" allo scopo di diffondere l’importanza della user experience nelle organizzazioni.

 

Frank cerca persone che lo aiutino a tradurlo nelle diverse lingue, mi sono offerto di farlo per l’italiano, vediamo se mi "affida" il lavoro (la ricompensa è costituita dall’invio di una copia della versione originale in inglese).
Questo post inaugura la categoria "Experience" che prevedo userò molto spesso nei prossimi tempi.