Web 2.0, Business, SocietàFebruary 5, 2007 10:43 am
Continuo ad essere convinto che il modello di business scelto da YouTube (e quindi da Google) non sia del tutto corretto: dal mio punto di vista è troppo facile scaricare sugli utenti del servizio la responsabilità di ciò che viene caricato e al limite riservarsi di eliminare contenuti dietro richiesta dei proprietari del copyright, forze dell’ordine, etc.
So che questa posizione non è condivisa dai liberisti ad oltranza che invece vedono ogni tentativo di regolamentare internet come un tentativo di censura e di diminuzione della libertà, però resto dell’idea che trarre profitto da attività illegali, per quanto effettuate da altri, non sia molto corretto.
A rafforzarmi nella mia convinzione c’è un recente post di Marc Cuban sul suo blog che ipotizza che non solo Google cerchi di guadagnare "scorrettamente" attraverso la pubblicità, ma anche mettendo in atto una sorta di ricatto nei confronti dei titolari dei diritti sui contenuti pubblicati dagli utenti di YouTube.
Infatti secondo Cuban Google è perfettamente in grado di filtrare i contenuti (algoritmicamente e/o con intervento umano) ma lo fa solo per evitare contenuti offensivi (es., video pornografici) oppure, e qui sta il nocciolo del ragionamentop di Cuban, quando siano in corso degli accordi con i titolari (es., Warner).
Quindi, la posizione di Google nei confronti dei titolari di diritti secondo Cuban sarebbe la seguente:
"You can’t stop us. You can’t stop people from uploading your copyrighted materials and if you want us to, you have to do a deal with us".
Naturalmente c’è sempre la possibilità di cercare i propri contenuti e chiederne la rimozione a Google, ma attenzione, perchè non è facile, visto che come appare nei "Terms of Use" del servizio è chiaramente indicato che è necessario utilizzare fax e/o posta ("To file a counter notification with us, you must provide a written communication (by fax or regular mail — not by email, except by prior agreement)").
E occhio a cosa si segnala, perchè "Please note that you will be liable for damages (including costs and attorneys’ fees) if you materially misrepresent that a product or activity is infringing your copyrights. Indeed, in a recent case (please see http://www.onlinepolicy.org/action/legpolicy/opg_v_diebold/ for more information), a company that sent an infringement notification seeking removal of online materials that were protected by the fair use doctrine was ordered to pay such costs and attorneys fees. The company agreed to pay over $100,000. Accordingly, if you are not sure whether material available online infringes your copyright, we suggest that you first contact an attorney."
Sinceramente per un’azienda il cui motto è "Don’t do evil", non mi sembra una policy molto corretta, e mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i tanti che giustamente in Italia chiedono alla nostra Registration Authority di rivedere le procedure a partire dalla eliminazione del fax.
Comunque sia io sto con Marc Cuban.